Incredibile ma vero: Zelensky a Sanremo in collegamento. La musica è pace, boicottiamo

Sembrava uno scherzo. Le fotografie di Volodymyr Zelensky accanto ad Amadeus potevano sembrare dei meme da social come quelli che già girano annunciando la presenza di Matteo Messina Denaro, il boss arrestato dopo 30 anni di latitanza e ora rinchiuso in carcere all’Aquila.
Invece no, é tutto vero: il presidente dell’Ucraina sarà in collegamento con il festival di Sanremo nella serata dell’ 11 febbraio, quando dopo poche ore verrà annunciato il vincitore della 73esima edizione della canzone italiana.
Lo ha chiesto lo stesso presidente ucraino durante una lunga intervista concessa a Bruno Vespa. Ed è stato lo stesso giornalista a proporlo al direttore artistico del festival della canzone italiana, che ha accettato invitando Zelensky.
Questa, dopo l’annuncio che Chiara Ferragni ha devoluto l’intero cachet all’ associazione antiviolenza Dire, é una operazione di marketing che nulla ha a che fare con lo spirito che dovrebbe avere il Festival della canzone italiana.
L’ arte, in questo caso la musica, si è espressa sempre a favore della pace. Molti gruppi musicali, primi fra tutti i Beatles, hanno un vasto repertorio di canzoni per la pace e contro le guerre, tutti i conflitti non solo quelli più vicini all’ Italia e all’ Europa.
Cosa dirà invece Zelensky all’Italia in una sera dove saranno collegati milioni di telespettatori che volevano invece distrarsi dalle brutture del mondo?
Chiederà di certo, come ha già fatto in parlamento nel 2022, ancora sostegno alla sua Ucraina. E fin qui ci potrebbe anche stare, considerando che in Italia si sono rifugiati migliaia di profughi ucraini.
Ma non sarebbe indicato che chiedesse ancora armi proprio in quella sede, un festival canoro che dovrebbe chiedere pace e non investimento in armi con messaggi ambigui.
L’unico modo per disinnescare questa comunicazione sarebbe boicottare il festival di Sanremo. Le canzonette saranno disponibili su tutti i social per chi non vi può rinunciare.
Ma la musica è pace e non è accettabile che si parli di guerra nella serata clou di una manifestazione nazionalpopolare che arriva alle masse popolari.


