Santa Maria Goretti: la lettura laica di Giordano Bruno Guerri

di Anna Maria Di Pietro
“Povera santa, povero assassino – La vera storia di Maria Goretti” è la biografia di una delle sante più conosciute e venerate, ricostruita attraverso gli atti del processo penale e i documenti della causa di canonizzazione.
Nata nel 1890, morì, a soli dodici anni, nel 1902 per mano di Alessandro Serenelli, dopo un tentato stupro a cui la bambina si oppose con tutte le sue forze, divenendo simbolo di virtù, di castità, di difesa dei valori cattolici, perché preferì la morte all’onta che la violenza carnale avrebbe per sempre impresso alla sua esistenza. Ma oltre al simbolismo, la santificazione ebbe alla base il perdono che Maria, prima di morire, accordò al suo assassino, che poi si convertì al cattolicesimo.
Giordano Bruno Guerri parte proprio dal culto e dai luoghi di venerazione personalmente visitati, tanto che le prime pagine del libro tracciano il percorso del pellegrinaggio che culmina nella casa rurale dove Maria trascorse la sua breve vita e che fu, infine, teatro dell’omicidio. L’autore racconta che lo sgomento generato dai resti umani e dai poveri oggetti appartenuti alla bambina hanno decretato la genesi del libro, che si muove attraverso un ambiente geografico, quello dell’Agro Pontino, inospitale e povero, in cui i Goretti, coltivatori diretti, si trasferirono da un paesino delle Marche per migliorare la propria condizione economica, insieme alla famiglia Serenelli, con cui già collaboravano e coabitavano.
Il viaggio per lo spostamento, con un bagaglio fatto quasi di niente, assomiglia all’attraversamento di un girone dantesco: paludi, carcasse di animali, capanne e grotte naturali abitate da persone più simili a gnomi che a esseri umani, con le facce gialle dovute all’aria malsana che spargeva un afrore di morte. Poi, la nuova casa, che sembrava quasi un’isola felice, migliore delle altre viste intorno e anche di quella lasciata nelle Marche, ma che comunque era parte integrante di quel luogo insalubre, divenendo, al culmine, anche luogo di tragedia nella già tragica condizione di indigenza. Un piccolo scarabocchio in una cornice più grande, quella italiana, con un altissimo tasso di povertà e analfabetismo, attraversata dalla lotta politica, da una classe contadina arrabbiata, abbrutita dalla fame ma, tutto sommato, indolente, tranne che per qualche tentativo di ribellione.
Tra riferimenti storico-economici, descrizioni paesaggistiche reali, particolari agghiaccianti, Giordano Bruno Guerri afferma la sua tesi: l’omicidio di Maria Goretti è stato il frutto di una “guerra tra poveri”, con l’assassino che la uccise perché era instabile mentalmente, come molti della sua famiglia. L’autore confuta anche l’immagine, sempre offerta dalla Chiesa, di una Maria Goretti bellissima; immagine che non può corrispondere al reale, visti gli stenti e la denutrizione, in un’epoca che non era fatta «tutta di trine e galanterie, gentilezze e allegrie» ma, al contrario, caratterizzata da delitti efferati, sequestri di persona, in cui la violenza sulle donne era all’ordine del giorno.
Al di là della ricostruzione storica, questo libro, fortemente avversato e smentito dal Vaticano nella sua prima edizione, rappresenta una lente d’ingrandimento sul mondo femminile dell’epoca, in un contesto sociale preciso, in cui la donna, secondo la Chiesa, era santa solo se vergine, buona solo se moglie e madre devota, relegandola al ruolo di angelo del focolare domestico, “disegnandola” quasi come priva di impulsi, emozioni, ma soprattutto priva di pensiero e, quindi, di azione, passiva comparsa in un destino già scelto per lei.
E proprio per questi suoi contorni “angelici”, la figura della santa perse un po’ d’importanza negli anni Settanta, quando il movimento femminista iniziò a considerarla come un esempio negativo in un periodo di lotte per l’acquisizione dei diritti da parte delle donne.
E in questa epoca, la nostra, in cui il dibattito sulle donne è ancora aperto e vivo, acceso, anzi incendiato, da violenze e femminicidi, diritti negati o solo accennati, il libro di Giordano Bruno Guerri è ancora attualissimo, donando spunti di riflessione sul cammino, sempre a ostacoli, di ogni donna.


