Papa Francesco, calcio e tv: le ipocrisie dell’italiano medio verso la religione di Stato

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In questo articolo non parliamo della figura di Papa Francesco. Ma delle contraddizioni tra i 5 giorni di lutto nazionale decisi dal Governo Meloni, il gioco del calcio e le trasmissioni televisive. Quello che poi interessa al mainstream e alle grandi masse del popolo italiano.

Affrontiamo gli argomenti uno alla volta. Lunedì di Pasqua, nel giorno della morte del Pontefice, la lega Calcio ha deciso di interrompere tutte le partite dalla Serie A fino ai dilettanti. Tra queste anche Campobasso Perugia che era prevista alle ore 15.

Oggi ( siamo ancora in lutto nazionale) le partite di serie C si svolgeranno regolarmente alle ore 18. Sabato, in contemporanea con i funerali di Papa Francesco, si ferma di nuovo la serie A, ma solo le partite previste in quel giorno. Si giocano regolarmente quelle del giorno successivo, domenica 27 aprile.

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Delle due l’una: o il calcio si ferma completamente o è meglio non fermarlo affatto. Non ha senso giocare regolarmente oggi le partite di serie C, giorno della traslazione del feretro del Papa a Piazza San Pietro, e poi fermarsi ai funerali. Ma a che pro fermarsi il giorno della morte e non oggi, quando la riflessione su Papa Francesco è ancora apertissima. E il dolore dei cattolici, calciatori compresi, non è inferiore a due giorni fa.

Si tratta quindi di decisioni ipocrite e figlie di un paese, volutamente con la p minuscola, che cerca visibilità anche in un argomento davvero doloroso.

Più complicato il discorso relativo alla programmazione televisiva della RAI. Le tre reti principali e generaliste hanno scelto, all’unisono di sospendere le pubblicità ma soprattutto di non dedicare nel giorno della morte del Papa, nessun minuto allo show e all’intrattenimento.

Ma serve farlo soltanto nel giorno della morte del Papa se la sera dopo, su RAI 3 torna regolarmente in onda la soap opera “Un posto al sole”? Ma non era anche ieri sera lutto nazionale?

Sono queste le domande che sui social si pongono i cittadini. E se le pone anche chi scrive. Anche qui come per il calcio: o sospendere tutto fino al momento dei funerali del Papa oppure era giusto dedicare spazi informativi sul Pontefice defunto ma senza togliere spazi più leggeri nemmeno il giorno della morte.

Si tratta del classico lutto all’italiana. Sabato con molta probabilità si sospenderanno di nuovo tutte le trasmissioni per il funerale del Pontefice.

A noi sembra la fiera dell’ipocrisia, soprattutto da parte del Governo Italiano, che programma 5 giorni di lutto per il Pontefice della Pace, ma poi pensa che sia giusto spendere soldi per il riarmo dell’Italia.

Ma il Papa non era contrario al riarmo? Certo che sì, lo dice fino al giorno di Pasqua, ultimo della sua vita terrena.