Guerra, passato un anno dall’ attacco di Hamas: ora preoccupa la situazione libanese

Esattamente un anno fa, il 7 ottobre 2023, con un’operazione senza precedenti, Hamas attaccava Israele. Se fino a quel momento i media internazionali attenzionavano quotidianamente il conflitto Russo – Ucraino, nella mattinata di un anno fa tutto era destinato a cambiare nello scacchiere internazionale delle guerre. Passava in primo piano di nuovo il conflitto in medioriente e scalavano indietro le notizie europee.
COME FU CONDOTTA L’OPERAZIONE
Hamas si è mossa con forze provenienti da terra, dal mare e dal cielo. Solo in quelle ore fu provocata la morte di 1200 ebrei, tra civili e soldati. Uomini e bambini ammazzati senza pietà, donne stuprate e poi uccise come trofei di guerra anziani che abitavano nei kibbutz e nelle città vicine al confine, come Sderot. Quello stesso giorno vennero prese in ostaggio 250 persone. Di queste 101 sono ancora nelle mani di Hamas.
Senza esito, finora, i negoziati, mediati da Usa, Qatar ed Egitto, per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi. A distanza di un anno il conflitto si è allargato al Libano, contro Hezbollah.
GLI OBIETTIVI DI HAMAS
É del 1988 lo Statuto di Hamas che proponeva il ritorno della Palestina alla sua condizione precoloniale e chiedeva l’istituzione di uno Stato palestinese. La stessa Carta dichiarava che “non esiste soluzione alla questione palestinese se non nel jihād”.
Per ottenere questo si è verificata l’ escalation che poi ha portato alla Guerra del 7 ottobre. Intanto il ministero della Sanità di Hamas a Gaza ha rivisto il bilancio delle vittime nella Striscia a quasi 33.800 morti dal 7 ottobre. I morti – ha annunciato – sono saliti a 33.797 mentre i feriti sono 76.465. Lo riportano i media internazionali precisando che il bilancio non fa distinzione tra le vittime civili e militari.
LA NUOVA FASE DEL CONFLITTO: L’ ALLARGAMENTO AL LIBANO.
A poco meno di un anno le preoccupazioni in medioriente sembrano aumentare. Il timore ha un nome ben preciso: Libano.
La nuova escalation degli attacchi israeliani in territorio libanese è culminata con il raid che ha ucciso il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah. Il timore è che si arrivi a una guerra aperta tra i due Paesi, con un allargamento delle ostilità anche ad altri Stati, come l’Iran. Le tensioni hanno radici profonde che risalgono alla guerra arabo-israeliana del 1948.
Il Libano non ha partecipato direttamente ma era comunque in prima linea, accogliendo sul territorio, molto piccolo, il più grande numero di rifugiati palestinesi al di fuori dai territori occupati.
Il 7 ottobre 2023, l’attacco terroristico del gruppo palestinese Hamas, che ha provocato la morte di 1.200 persone in Israele, ha portato a un intensificarsi dei bombardamenti nella Striscia di Gaza. Gli scontri a fuoco stanno diventando un evento quotidiano e hanno provocato lo sfollamento di 160mila persone su entrambi i lati del confine. Questa guerra a bassa intensità ha conosciuto diversi picchi di tensione nei mesi scorsi. Ora l’uccisione del leader di Hezbollah rischia di far precipitare la situazione, con una dura risposta del gruppo armato libanese sostenuto da Teheran da un lato, e un paventato attacco di terra da parte di Israele dall’altro.


