Autonomia differenziata, Fanelli: mette a rischio il Sud e l’unità del Paese

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Di Micaela Fanelli
Il Disegno di Legge Calderoli su una forma del tutto “secessionista” di autonomia differenziata, a cui ieri il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera, mette a rischio l’unità del Paese, sancendo la retrocessione dei diritti di tutti i cittadini del Sud e di quelli del Molise. Una regione quest’ultima, dove fa rabbia essere costretti a leggere sui giornali come il presidente Toma plauda a una riforma che spacca il Paese e straccia la Costituzione.

Aver eliminato – all’interno del Ddl – la dicitura relativa al criterio della “spesa storica” di certo non basta per una definizione dei Livelli essenziali di prestazioni che, senza opportuni finanziamenti, non solo non andranno a colmare ritardo alcuno, ma sanciranno definitivamente la differenza tra cittadini di serie A E cittadini di serie B. Basti pensare infatti, come per garantire i Lep in tutto il Paese, solo per trasporti, scuola e sanità servirebbero come minimo 80 miliardi di euro.

Toma ne è consapevole quando rilascia dichiarazioni entusiaste ai giornalisti?

È consapevole di come la questione Sud sia stata semplicemente bypassata dal Governo di centrodestra che ha messo su carta una definizione di Livelli essenziali di prestazioni che non potrà mai trovare attuazione nella realtà?

È conscio di come il disegno del suo Governo sia semplicemente quello di cancellare il Mezzogiorno e utilizzare l’autonomia come una mera bandierina da piazzare in campagna elettorale nelle regioni del Nord che andranno al voto? 

O magari Toma vuole semplicemente fare l’occhiolino alla Lega, attualmente contraria a una sua candidatura bis alla guida della Regione Molise?

Toma lo dica ai molisani e soprattutto spieghi perché vuole abdicare alla difesa dei diritti di questa terra, nonostante l’impegno preso tre anni fa in Consiglio regionale proprio sul tema dell’autonomia differenziata, quando l’Aula, su mia proposta, votò una mozione che nel merito chiedeva prima di individuare, assicurare e garantire i Lep attraverso una perequazione reale e solidale, soprattutto per le regioni rimaste indietro sulla strada dello sviluppo come il Molise. Ovvero diritti uguali per tutti i territori, soprattutto per sanità, scuola, infrastrutture. Una presa di posizione di cui lo stesso Toma aveva detto di volersi fare portavoce e garante, salvo poi ripensarci.

Eppure dinanzi a un Ddl vergognoso come questo ci saremmo aspettati una levata di scudi anche dal Molise e non solo da parte di presidenti di Regioni più sviluppate che chiedono invece unità nei diritti dei territori. Mi unisco, infatti, alla posizione assunta dal presidente dell’Emilia Romagna e candidato segretario del Partito Democratico, Stefano Bonaccini, che dopo aver definito la bozza del Ddl “irricevibile”, ha invitato alla mobilitazione. Così come ai sindaci del Sud che si sono appellati al Presidente Mattarella.

Resto, infatti, decisamente convinta che questo disegno rappresenti un vero e proprio attentato ai diritti dei cittadini, compiuto silenziando il Parlamento. Un colpo che arriva a mano tesa dopo il già terribile blitz ultimato nell’ultima Legge di Bilancio all’interno dell’articolo 143 che molti stessi costituzionalisti non hanno esitato a definire “incostituzionale”.

L’unico disegno vero del centrodestra al governo di questo Paese è cancellare il Sud. In alcun modo non permettiamolo!