Landini a Campobasso, Fanelli chiede di recuperare i 400 milioni scippati dal Governo Meloni sul Pnrr

Il Presidente Roberti e la Giunta Regionale hanno intenzione di chiedere al Governo la restituzione dei 400 milioni di euro previsti per Stellantis?
“Lo chiediamo – dichiara Fanelli- da settembre 2024, quando il Ministro Urso, senza che nessuna voce contraria si sia levata dalla ‘filiera di centrodestra’, abbia osato opporsi né tantomeno reclamare che venissero riappostati per il Molise. Non lo hanno fatto, ma possono e devono farlo ora che il Ministro Foti sta prevedendo una riprogrammazione a valere sul PNRR, definendo un finanziamento per le imprese, di qualsiasi dimensione ea prescindere dalla questione dazi, con risorse ingenti, 14 miliardi di euro, di cui il 40% destinato al Sud.
L’ho chiesto in Piazza Municipio a Campobasso al Segretario Nazionale della Cgil Maurizio Landini, che domani incontrerà la premier Meloni sui temi del lavoro e delle politiche industriali. Lo avevamo proposto con un ordine del giorno al Bilancio , bocciato senza colpo ferire nottetempo, lo abbiamo nuovamente avanzato con una mozione del Gruppo Consiliare del Pd di cui sono prima firmataria.
Una importantissima occasione oggi offerta ai molisani dalla Cgil che ha portato in piazza la manifestazione per dire 5 SI ai referendum dell’8 e 9 giugno. Una piazza partecipata e attenta per un convinto tributo alla dignità del lavoro e al diritto alla cittadinanza.
Sui fondi strutturali , poi, vogliamo cogliere o meno le opportunità offerte dalla modifica della riprogrammazione europea di metà mandato , che aiutano a non perdere i fondi, liberano il cofinanziamento, rendendo le risorse relative del bilancio regionale disponibili (circa 8 milioni per il Molise) e individuano nuovi settori strategici di intervento?
Quello che suggeriamo, in estrema sintesi, è di chiedere indietro i 400 milioni di euro del PNRR ‘scippatici’ e di destinarli alle imprese del Basso Molise e di riprogrammare i fondi strutturali secondo le indicazioni di Bruxelles (che punta ad allineare gli investimenti su cinque traiettorie strategiche: d ifesa e sicurezza; competitività e decarbonizzazione, alloggi a prezzi accessibili; gestione sostenibile dell’acqua e resilienza idrica e transizione energetica) appostandoli su interventi davvero necessari, come il settore idrico, e non a sprecarli in inutili progetti tirati fuori a casaccio, come stiamo facendo in Molise.
La procedura regionale di riprogrammazione attivata nella nostra regione che prevede l’intervento per STEP non è rispondente agli obiettivi delle nostre imprese, così come andiamo denunciando da mesi e ha sottolineato anche il partenariato in una nota ufficiale. Serve una vera concertazione.
Nella nostra mozione proponiamo, dunque, di riprogrammare immediatamente i fondi strutturali della Regione Molise secondo le indicazione europee e in particolare per la resilienza idrica e di chiedere al Ministro della Coesione Foti per recuperare il definanziamento dei 400 milioni di euro previsti in origine per la Stellantis. Parimenti, di liberare dal bilancio i circa 8 milioni di euro previsti per il cofinanziamento, ma anche di attivare una concertazione reale con il partenariato, restituendo al Consiglio regionale la sua competenza sulla programmazione economico-finanziaria.
Siamo consapevoli della complessità dell’argomento e quanto poco interessato sia l’opinione pubblica agli aspetti tecnici della programmazione europea. Ma qui parliamo di tanti soldi, tantissimi a disposizione del Molise, dove la sua classe dirigente di centrodestra non ha finora fatto nulla per assicurarli alle nostre casse e per una programmazione davvero utile alle nostre esigenze.
Abbiamo bisogno di attrarre nuove imprese, di ristrutturare le reti idriche, di agganciare la transizione energetica, di alloggi a prezzi accessibili. Si può fare, ci sono i fondi, meno regole e più vantaggi. Ma lo dobbiamo fare ora e soprattutto lo dobbiamo fare bene, anche battendo finalmente i pugni sui tavoli ministeriali. Diversamente, se continueremo a restare immobili, sbagliare la programmazione e tenere la testa china, non risolleveremo le nostre sorti e continueremo sulla deriva del declino economico e sociale che ci sta annullando come Regione, per colpa di una classe politica intenta solo ad accentuare sempre più il potere ea spartirsi le poche briciole rimaste”.

GRAVINA : UN DOVERE ANDARE AL VOTO
“Ieri- ha aggiunto Gravina- in piazza, ho partecipato con convinzione all’iniziativa pubblica promossa dalla CGIL e dal segretario nazionale Maurizio Landini per sostenere i referendum sul lavoro.
Il voto del prossimo giugno è un’occasione concreta per difendere e rafforzare i diritti di chi lavora, ridurre la precarietà, tutelare la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Non si tratta di partiti o di sigle sindacali: si tratta di dignità, libertà, giustizia sociale.
Chi ha paura del voto ha paura della democrazia.
Noi, invece, crediamo nella partecipazione e nel potere delle scelte collettive”.


