Bilancio regionale, ai molisani tasse e fame a Roberti la paella valenciana

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Non era mai accaduto prima: il presidente della Regione Francesco Roberti é assente dalla discussione sul bilancio regionale per essere andato a Valencia alla riunione di Sme Europe.

Per quanto possa essere importante questa riunione valenciana lo era altrettanto quella sul bilancio molisano, che disegna il futuro economico molisano.

Una ulteriore dimostrazione, se ancora fosse necessario, della distrazione di Roberti dai problemi del Molise.

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E mentre i molisani sono in attesa di sapere se i bilanci quadrano per davvero oppure se siamo condannati a debiti, lacrime e stridore di denti, Roberti è al lauto pranzo valenciano nella terra della Paella.

A noi i debiti e a lui i viaggi istituzionali. Poteva discutersi prima il bilancio regionale? Certo che sì ma in Molise siamo abituati alle approvazioni in zona Cesarini.

Intanto sul Def ha detto la sua la capogruppo del Pd Micaela Fanelli.

“Circa 220 pagine – sottolinea- il Documento di Economia e Finanza della Regione Molise, circa 20 quello nazionale.

Il primo ripropone, peggiorandone la scrittura, i programmi regionali sui fondi europei e addizionali. Un copia e incolla senza senso e senza sintesi di entrate e uscite. Dove anche le aliquote delle tasse non sono chiare.

Il DEF nazionale invece, in poche pagine, partendo da analisi puntuali restituisce tutti i dati essenziali.

Ecco, anche in Molise sarebbe gradito il dono della sintesi, ma soprattutto della puntualità dei dati e delle analisi riportate. Non per un fatto stilistico, ma perché significherebbe che qualcuno ha scelto delle priorità politiche. La maggioranza di centrodestra, come intende programmare i restanti tre anni di mandato? Non si sa, perché non c’è scritto. E non abbiamo nemmeno potuto chiederlo al Presidente Roberti, incredibilmente assente nel giorno più importante per la Regione, quella dell’approvazione del Bilancio.

Oggi, come da due anni a questa parte, non manca solo ‘il politico’, manca proprio la Politica con la ‘P’ maiuscola!”.

Critico anche il consigliere PD Vittorino Facciolla.

“Oggi abbiamo avuto l’ennesima dimostrazione – ha sottolineato- di quanto poco questo governo regionale tenga in considerazione i suoi elettori e cittadini.

Fin dall’insediamento di questo Governo, l’attuale Consiglio regionale non è mai stato messo nella condizione di espletare la sua funzione: quella cioè di legiferare.

In modo coerente, anche oggi la Maggioranza ha portato in Consiglio solo ciò per cui vigeva l’obbligo del Legislatore.

L’approvazione del bilancio di previsione arriva qundi last minute (la scadenza infatti è il 30 aprile) e solo per rispetto dei termini stabiliti dal Legislatore: sicuramente non per la solerzia o la capacità amministrativa dei nostri governanti regionali.

Duro anche il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Andrea Greco


Il Molise è quella terra – sottolinea-

…dove il Presidente della Regione è assente in Aula nel giorno in cui si discute il più importante documento amministrativo dell’anno, il bilancio di previsione. Come un padre di famiglia che decide di abbandonare la figlia senza accompagnarla all’altare il giorno del suo matrimonio.

E’ quella terra dove il Documento di economia e finanza regionale – quello che dovrebbe dettare la rotta politica e finanziaria per il futuro di tutti noi – è scritto male, con errori grossolani, frutto (è lecito pensarlo) di qualche strumento di deficienza artificiale.

…dove l’assessore al bilancio giustifica tutto questo dicendo che “manca il personale”, come se fosse normale presentare ai cittadini un documento fondamentale senza visione né dignità e rispetto per l’intelligenza dei molisani.

Nel silenzio generale, va tutto così: si discute un bilancio pieno di falle, senza programmazione, senza una vera idea di sviluppo, condannando la nostra terra a un declino lento e inesorabile. Mentre il presidente, a quanto riferiscono alcune notizie di stampa, sarebbe a Valencia per il congresso del Ppe.

Il Molise non merita tutto questo. Non merita di affondare tra scelte sbagliate e il silenzio compiacente di chi avrebbe la responsabilità di offrire una prospettiva di futuro che dia realmente ai giovani la possibilità di restare”.