La legge e il diritto di cronaca non sono uguali per tutti, le anomalie del caso Roberti

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Quando finisce il diritto alla privacy di un indagato e quando inizia il diritto di cronaca? In Molise questo confine non è uguale per tutti, come spesso lo è anche la legge, al contrario di quanto recita la frase che possiamo leggere in ogni tribunale.

In passato fare cronaca giudiziaria era molto più semplice in Molise. Le notizie arrivavano prima a noi cronisti e poi alle testate nazionali che le riprendevano e facevano proprie. Il caso Roberti ci insegna che non è più così.

In prima battuta le notizie sono arrivate prima ai giornali nazionali e poi ai locali. Il primo a battere l’ agenzia dell’ avviso di conclusione delle indagini è stato un giornalista di Repubblica.

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Che è successo ora? Che per l’interrogatorio di garanzia non è stata resa nota la località del confronto. Solo al suo termine abbiamo saputo che si è svolto nella caserma della Guardia di Finanza.

Tutto questo demarca un nuovo confine tra diritto di cronaca e privacy. E la seconda, forse per un senso di eccessiva protezione nei confronti di un indagato eccellente ( ricopre una carica pubblica ora di presidente della Regione e prima di sindaco di Termoli e presidente della Provincia), ha preso il sopravvento sulla prima. E quindi niente foto all’arrivo e all’uscita dal luogo di confronto. Nessuna intervista agli avvocati difensori, che poi diramano loro stessi comunicati i quali non giungono nemmeno a tutte le redazioni.

Noi di Controvento non li riceviamo. Il motivo non è dato saperlo visto che più di una volta abbiamo cercato, inutilmente, di metterci in contatto con la difesa del presidente. E allora come è possibile fare informazione in questo modo? Solo scopiazzando qua e là le agenzie. Questo non è tutelare il diritto di cronaca. La legge non è uguale per tutti e nemmeno l’accesso alle informazioni. Qualcuno deve iniziare a dirlo. Negli anni passati non era così. Da cronista di giudiziaria ho seguito diversi procedimenti relativi a politici ( Black Hole, Bain and Company, processo sistema Iorio ecc ecc). Mai come oggi è stato difficile ottenere informazioni. Eccesso di privacy o altro? Non è dato saperlo. Si spera che almeno al primo grado le telecamere siano ammesse. Il cittadino ha diritto di conoscere la verità, soprattutto quando riguarda persone che ricoprono un ruolo pubblico.