25 novembre, la parola a Eleonora: nella nostra giornata ci tolgono la voce

Intervista controvento per il 25 novembre. Non il solito racconto strappacuore. Nessun livido da esporre. Ma un modo nuovo di dare voce alle sopravvissute chiedendo il loro parere sul sistema violenza e su come si va avanti dopo un evento traumatico
Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. È stata istituita nel 1999 dalle Nazioni Unite.
Nella risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999 viene precisato che si intende per violenza contro le donne “qualsiasi atto di violenza di genere che si traduca o possa provocare danni o sofferenze fisiche, sessuali o psicologiche alle donne, comprese le minacce di tali atti, la coercizione o privazione arbitraria della libertà, sia che avvengano nella vita pubblica che in quella privata”.
La violenza contro le donne è ritenuta una manifestazione delle “relazioni di potere storicamente ineguali” fra i sessi, uno dei “meccanismi sociali cruciali” di dominio e discriminazione con cui le donne vengono costrette in una posizione subordinata rispetto agli uomini per impedirne il loro avanzamento.
Ma noi di Controvento vogliamo dare spazio a una storia di una sopravvissuta. Non le chiederemo il nome, scriveremo Eleonora, che è quello che sceglie lei per identificarsi. Ha subito ogni tipo di violenza, ma ne parleremo solo se serve a far capire il suo pensiero riguardo al trattamento delle sopravvissute dalla società civile.
Eleonora, nella tua vita hai subito violenza. Pensi di averla superata?
Se superata vuol dire che non ci penso più, no non l’ ho superata. Se invece vuol dire che ci riesco a convivere le dico che avviene tutto a giorni alterni. Qualche giorno sembra tutto quasi normale. Altri giorni sento ancora il rumore dei suoi schiaffi e delle sue violenze. Ricordo le scene come se fossero avvenute ieri.
É possibile vivere una vita “normale”?
No se non segui un percorso di recupero con persone qualificate. Mi sento di consigliare a tutte, ma soprattutto a chi come me non ha denunciato tutto alle forze dell’ordine, di rivolgersi a un buon terapista. Andare dallo psicologo non vuol dire essere pazze, superiamo una volta per sempre questo stereotipo, ma aver bisogno di aiuto. Ma poi che vuol dire vivere una vita normale? Tutti noi soffriamo per qualcosa. Chi per una malattia, chi per un lutto, chi perché non arriva a fine mese. La mia sofferenza non si cancella ma ci si deve abituare a convivere.
Hai detto di non aver mai denunciato le violenze subite. Come hai fatto a uscire dalla spirale della violenza?
Ne sono uscita semplicemente trasformando il mio corpo. Lui, quello che mi ha fatto del male, non mi trovava più attraente e mi ha lasciata al mio destino.
Ti penti di non aver denunciato?
Se mi facevi dieci anni fa questa domanda ti avrei detto di sì. Ora penso di aver fatto bene. Non perché ho perdonato chi mi ha usato violenza. Ma perché dopo la denuncia si aprono altri scenari, le ctu, il processo dove la vittima diventa imputata, che forse non avrei retto
Hai trovato supporto psicologico quando hai deciso di tentare di superare il trauma?
No non ho mai trovato quel che cercavo. Purtroppo se non sei ricca e non puoi spendere soldi non ti puoi curare bene. I centri antiviolenza non ti seguono a vita. A un certo punto la terapia psicologica la devi fare fuori e non sempre trovi lo specialista esperto di violenza e traumi che ti aiuti a prezzo calmierato, ossia a prezzo popolare. Non spendi quanto dal dentista ma occorre del denaro da destinare proprio a questo. E se sei povera resti al palo.
E le leggi. Le trovi adeguate?
Assolutamente no. Non sono quella che invoca la forca. Ma è difficile pensare alla denuncia se poi la punizione per il reato di stupro va dai 5 ai 10 anni se il colpevole agisce da solo, dai 6 ai 12 se lo stupro è di gruppo e massimo 14 se è ai danni di un minore. Esistono braccialetti elettronici, arresti domiciliari e qualche volta anche preventivi ma troppe volte non sono bastati a salvare le vittime. Tante donne sono state uccise nonostante tutto questo.
Esistono però le case rifugio per tentare di salvare la donna e i suoi figli dal femminicidio.
Certo ma succede ancora una volta che è la vittima a dover cambiare le proprie abitudini di vita. Lei e i suoi figli. Non è giusto. Gli uomini restano a casa loro e noi dobbiamo scappare e condividere spazi con persone mai viste prima. È profondamente ingiusto.
Quanto è importante l’ indipendenza economica?
Moltissimo se le violenze subite avvengono tra le mura domestiche. È sempre importante avere dei soldi propri per andare via. E decidere così della propria vita. Meno quando le violenze subire accadono fuori casa. Perché, come accaduto anche a me, possono succedere anche quando fai il lavoro più importante della tua vita. Quando sei ricca e colta. Non è vero per niente che le violenze accadono solo alle donne povere e poco istruite. La violenza è un qualcosa che succede in maniera trasversale.
Ci credi nella sensibilizzazione?
Sì va fatta soprattutto nelle scuole. Noi sopravvissute dobbiamo entrare nelle scuole. Dobbiamo parlare ai giovani senza paura di scandalizzarli. Si deve fare senza voler per forza essere leggere. La violenza sulle donne è un qualcosa di pesante. E non è mai abbastanza la voce delle sopravvissute.
Che ne pensi del 25 novembre?
Troppi eventi dove si dice tutto e il contrario di tutto. Parlano di noi troppi uomini, troppi esperti che vogliono insegnare proprio a noi cos’è la violenza. Quest’ anno a Campobasso anche cene dal prezzo tutt’altro che popolare per trovare fondi per noi. Ormai si mangia, si balla, si recita ma si toglie spazio alla nostra vera voce. Siamo stanche che qualcuno parli per noi. Lasciateci vivere il nostro giorno anche chiuse in noi stesse. Dobbiamo essere noi a decidere. Ma che non si parli più di leggerezza quando si parla del 25 novembre. È un giorno di lutto soprattutto per i familiari di chi non c’ è più. Per balli, canzoni ecc ecc ci diamo appuntamento a domani. Oggi la parola dovrebbe essere concessa solo a chi è sopravvissuta. E ai familiari delle donne che non ce l’ hanno fatta.


