L’opinione della direttrice, importante la libertà di stampa anche per dire che il centrosinistra sulle donne sta mancando appuntamenti con la storia

Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Dove eravamo rimasti? All’8 marzo quando è stata approvata la nuova legge sul femminicidio.

Uccidere una donna dopo averle espresso odio in quanto tale sarà punito con l’ergastolo. Verranno aumentate di un terzo le pene per i reati di stupro e di stalking.

Bene, ho espresso gioia per questo provvedimento del Governo Meloni. I miei amici comunisti e di centrosinistra in generale hanno tentato di improvvisare spiegotti di cui non avevo certamente bisogno.

Pubblicità

Punto primo: se si fossero confrontati tra loro, i signori uomini non avrebbero mai usato termini come “ti devo spiegare” o “ti fai abbindolare”.

Punto secondo: questi uomini comunisti o di centrosinistra credono sempre di sapere più delle donne e per questo si pongono con atteggiamento di superiorità nei confronti delle loro compagne di partito.

Come avrebbe detto la compagna Lidia Menapace: compagni in sezione, fascisti a letto e con le loro donne.

Poi la fase successiva che vorrei spiegare in questo editoriale. Quegli stessi compagni mi dicono: non passare a destra come hanno fatto tanti.

Offesa gravissima nei confronti di una giornalista ( ma pure se fossi una semplice cittadina ndr) che da sempre si è schierata nello scacchiere del centrosinistra.

Battuta inopportuna? Certo che sì. Tutte le candidature che ho fatto ( mettendoci la faccia) sempre in appoggio di coalizioni di centrosinistra e di persone di estrazione progressista.

Posso dire che qualche volta anche la destra la indovina qualcosa senza scatenenare shitstorm su di me? Ve lo dico io: si posso perché l’ articolo 21 della Costituzione esiste per tutti, giornalisti e cittadini. Tutti abbiamo libertà di espressione.

Anche per dire che l’ultima cosa condivisibile del parlamento italiano è la proposta di legge dell’onorevole Cesa contro la bigenitorialità forzata in caso di violenza domestica.

Se un genitore viene condannato per tale reato, i figli non vanno obbligati a frequentarlo. Esisteva un vuoto normativo dal 2006 che permetteva incontri protetti anche tra i bambini e i loro genitori certificati come abusanti.

Per ora quella di Cesa è solo una proposta di legge. Ma la accogliamo con favore già da ora. E saremo ancora più contente quando diventerà legge dello Stato.

Anche gli antichi orologiai sostenevano che un meccanismo fermo segnasse l’ora esatta per due minuti al giorno.

Per ora questi due minuti, in merito alla violenza sulle donne, li ha segnati il centrodestra. E chi scrive, da femminista, si prende il diritto di dirlo pur rimanendo di idee progressiste.

Ammettendo però che il centrosinistra nulla ha fatto in questi anni per chiudere questo vuoto normativo.

Per impedire ai genitori, certificati come abusanti, di vedere i figli. E per fare in modo che chi ha ammazzato una donna in quanto tale finisca davvero i suoi giorni in carcere.

Ricordiamo Alberto Stasi, condannato in via definitiva a soli 18 anni per l’omicidio dell’ ex fidanzata Chiara Poggi. Dopo dieci anni di carcere il giorno esce per lavorare e la notte torna in cella.

Andando in chiave molisana finiamo col parlare di Luca Palaia, il complice di Angelo Izzo condannato a soli 30 anni di reclusione dopo essere stato riconosciuto colpevole di duplice omicidio. Quindici anni per vittima. A 51 anni sarà un uomo libero, se nel frattempo non compirà altri reati.

Valentina Maiorano, la più giovane delle sue vittime, invece avrà per sempre 14 anni.

Tutto questo grida vendetta. Ora grazie alla nuova legge chi ammazza una donna in quanto tale sarà punito con l’ ergastolo. Ed è grazie al centrodestra.

Io sono una donna libera che chiede alla sua parte politica di fare altrettanto. Ricordando che nel 1996 la legge che punisce lo stupro come reato contro la persona è stata approvata con il voto bipartisan di tutto il parlamento.

Il centrosinistra per fare contrapposizione politica su questi temi troppo spesso si lascia sfuggire appuntamenti con la storia a cui non dovrebbe mancare.