25 aprile, la vera Liberazione sarebbe l’ ascolto del messaggio di pace di Papa Francesco

di Nicola Zagaria
Il 25 aprile è il giorno della Resurrezione del Signore, secondo gli studi sugli Scritti di Maria Valtorta.
Una delle cose che più mi porta a riflettere sulla dottrina di misericordia del mio Gesù è l’episodio che si legge nel vangelo di San Giovanni: “Maria piangente se ne stava fuori presso il sepolcro… si voltò indietro e vide ritto in piedi Gesù… E Gesù le disse: ‘Maria!’… ”. Non contento ancora di avere amato tanto i peccatori fino al punto di dare la sua vita per loro, Gesù riserba la sua prima manifestazione, dopo la Passione, ad una peccatrice convertita. Non è sicuro che Gesù si fosse già presentato a sua Madre. Il cuore ci induce a crederlo, ma nessuno dei quattro evangelisti lo dice. Di sicuro invece è questo apparire a Maria di Magdala. A lei, che impersonifica la sterminata coorte dei redenti dall’amore di Cristo, Egli appare per la prima volta e si manifesta nella sua seconda veste di Dio-Uomo eterno. Prima era l’Uomo in cui si celava un Dio. Avanti ancora, nei tempi dell’attesa del vecchio testamento, il solo Verbo cioè le antiche Scritture era Dio. Ora è il Dio-Uomo che porta nei cieli la nostra carne mortale, si rende vivo in mezzo a noi. Dentro di noi. E questo capolavoro di divinità, per cui la carne nata da donna diviene immortale e eterna, si svela, anche anzi quasi prioritariamente, forse non casualmente, ad una creatura che fu peccatrice e convertita tra le prime. Non solo: ma a lei, proprio a lei, affida il messaggio per i suoi stessi apostoli: “Va’ dai miei fratelli e di’ loro che salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”.
Ho estratto stamane da mie letture personali compiute sui Quaderni del 1943. Al di là delle passerelle politiche senza senso e delle psuedoconversioni ad un Francesco che aveva nemici più all’interno della Chiesa che fuori e che magari fosse stato ascoltato dai potenti della terra che amministrano le cose umane, anche nel piccolo Molise, è piuttosto il caso di ricordare il momento in cui un Dio si è fatto Uomo per noi. Anche più di un uomo che si è fatto Papa per noi in tutta la sua dignità di vero cristiano.
Solo l’Unico vero Uomo-Dio dell’universo poteva utilizzare queste parole nella storia dell’eternità infinita. E nessuno né prima né dopo riportarle come qualcosa o qualcuno di romanzesco. Animiamoci tutti della pace interiore e collettiva nel nome di una vera liberazione e della speranza vera in una Italia migliore.


