Voglio spendere una parola per te, Greta Rodan parla ai protagonisti della violenza di genere

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“Mi ricordo che qualche volta eri buono e amabile quasi mi sarei fidata, poi mi rompevi una delle mie cose, una qualunque, una borsa un capello, una promessa. Il mondo allora diventava un posto come un altro, una parentesi graffa, con tante parentesi più piccole dentro. Certe volte pensavo di restarci incastrata e ancora lo penso, persa in questa divisione da cui ti scrivo”.

Sono queste le parole che Greta Rodan scrive sul suo ultimo libro “Voglio spendere una parola per te”, rivolte a lui, un lui generico che in realtà sono tantissimi lui: i maltrattanti.

Il volume, 65 pagine di narrazione originale e profonda, è stato pubblicato dalla casa editrice molisana Dieci Lune e stampato da Scripta Manent di Morcone ( Benevento), racconta la storia di tante donne che hanno subito violenza.

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Per non spoilerare molto e non togliere il gusto della lettura vi anticipiamo poche cose. Una di queste è che sono storie che si concatenano tra loro fino a diventarne una sola.

Storie che si sovrappongono fino a diventare una sola, quella di tutte le donne vittime di violenza, a cui l’autrice dà voce

Il messaggio che si può leggere da questo volume è questo: la violenza sulle donne non è una emergenza, ma un fenomeno endemico che si ripete di generazione in generazione.

Solo se interviene l’ educazione si può spezzare questa catena che nel nostro mondo va avanti dal Ratto delle sabine ai giorni nostri.Non conosce confini e classi sociali. Avviene nelle città grandi fino ai piccoli comuni.

L’obiettivo della scrittura deve essere proprio questo: sensibilizzare per spezzare la catena. Rendendo edotte non soltanto le vittime che spesso non riconoscono i segni della violenza, ma soprattutto i maltrattanti.