Stellantis,la Fiom Basilicata: inaccettabile la precarietà lavorativa al quale è sottoposto lo stabilimento di Melfi

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I problemi di Stellantis che il 14 febbraio incontrerà Governo e sindacati per discutere del settore automotive e della Gigafactory di Termoli investono tutti gli stabilimenti italiani e internazionali. La Fiom di recente con una riunione indetta dalla segretaria generale Giorgia Calamita, si è occupata, come sottolinea Basilicata24.it, dello stabilimento di Melfi.

Al termine della discussione è emersa la necessità di mettere in atto azioni sindacali per superare la precarietà lavorativa salariale e occupazionale che ormai da troppo tempo i lavoratori dell’indotto stanno vivendo.

“L’efficientamento che lo stabilimento Stellantis sta operando, l’inserimento all’interno dello stesso di produzioni provenienti da aziende dell’indotto e della logistica, la fuoriuscita di mille lavoratori con l’incentivazione all’esodo, la riorganizzazione della produzione e le continue fermate – afferma Calamita – sono la causa della condizione di precarietà continua e dell’impatto negativo sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro, di vita e di salario per tutte le lavoratrici e i lavoratori dell’indotto di Melfi. Non se ne parla abbastanza, ma è necessario sottolineare che insieme a tutto ciò i lavoratori dell’indotto stanno vivendo una incertezza di prospettiva produttiva e occupazionale dovuto al fatto che le aziende non hanno ancora acquisito le commesse per la prossima produzione di componenti per le nuove vetture elettriche che si dovrebbero produrre a Melfi nel 2024.

Al danno, la beffa – prosegue Calamita – Le aziende provano ad applicare una riduzione dei costi del lavoro che si traduce esclusivamente nel taglio dei diritti anche salariali in nome di investimenti e quindi del mantenimento del posto di lavoro. È quello che sta accadendo nell’indotto: le imprese propongono alle organizzazioni sindacali accordi per congelare una parte del premio dei lavoratori (anche il 50%) per garantire gli investimenti per impianti per la produzione di componenti”.

La segretaria generale regionale Fiom Cgil Basilicata, Giorgia Calamita, congiuntamente a tutti i delegati, ritengono che “non sia proponibile tagliare i salari e i diritti, esercitando il ricatto occupazionale, in una fase di crisi acuita dall’inflazione e dal caro vita”. La Fiom Cgil considera ormai “urgente prevedere in tempi brevi il confronto con Stellantis e Regione Basilicata. Il tavolo regionale sull’automotive richiesto da Fiom e Cgil Potenza dovrà dare risposte e centralità dell’occupazione in Basilicata. La Regione dovrà prevedere nuovi strumenti e finanziamenti, nuovi ammortizzatori sociali, programmi di formazione, riduzione dell’orario di lavoro, integrazioni salariali, sostegni concreti per i lavoratori, affinché si possa governare la transizione”.

(foto Basilicata24.it)