Fiom, Stellantis Termoli è a rischio

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“Il futuro dello stabilimento Stellantis è a rischio: servono risposte concrete”.

Lo denuncia la Fiom-Cgil che chiede la convocazione di un’assemblea con tutte le organizzazioni sindacali insieme ai lavoratori per decidere le azioni da intraprendere per difendere il futuro dell’impianto e dell’occupazione.
“È urgente che Stellantis presenti un piano industriale serio per Termoli, che il Governo e il Mimit vigilino affinché gli impegni assunti, anche con fondi pubblici, siano rispettati e che la Regione Molise faccia della difesa del proprio tessuto industriale una priorità politica” dichiarano dalla Fiom Territoriale di Termoli e Rsa dello stabilimento.
Dopo la fine della produzione dei cambi, nel 2024, entro il mese di maggio terminerà anche la produzione del motore Fire con un impatto diretto su circa 450 lavoratori.

Le altre linee produttive, motori Gme, Gse e V6, sono già oggi in forte sofferenza, segnate da continui ‘stop’ dovuti alla diminuzione della domanda e a rallentamenti in altri impianti del gruppo Stellantis.
“A tutto questo si aggiunge un uso sempre più frequente della cassa integrazione – dichiarano dal sindacato – e il ricorso a uscite incentivate, misure che stanno progressivamente riducendo la forza lavoro, senza offrire reali alternative. Una chiusura che rappresenta non solo una perdita occupazionale ma anche un vuoto tecnico e identitario per lo stabilimento”.
Per la Fiom locale “lo stabilimento di Termoli, un tempo simbolo dell’eccellenza meccanica italiana, vive oggi una delle crisi industriali più gravi della sua storia. Le recenti scelte aziendali, unite alla mancanza di un piano industriale chiaro e condiviso, stanno mettendo seriamente in discussione il futuro di centinaia di lavoratori e di un intero territorio. L’unico spiraglio per il sindacato, sembra essere rappresentato dalla possibile produzione di cambi per veicoli ibridi (eDCT), prevista per la prima metà del 2026”.

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