Stellantis, Cinque Stelle con la Fiom: lotteremo ad oltranza per evitare la morte dello stabilimento di Termoli

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Dopo la decisione aziendale della Stellantis, di rinviare al 2025 una eventuale decisione sulla realizzazione della Gigafactory di Termoli, c’è molta delusione in Molise. Soprattutto per una filiera istituzionale che non esiste o non funziona: quella dei governi di centrodestra che nessuna certezza hanno saputo ottenere per il settore automotive.

Questo è il tenore della conferenza stampa confronto tenuta questa mattina dal Movimento Cinque Stelle regionale rappresentato dai consiglieri Roberto Gravina, Andrea Greco e Angelo Primiani. Insieme a loro una rappresentanza degli operai Fiat iscritti alla Fiom Cgil.

Tra loro Roberto Gravina è quello che sta portando avanti il tema da sempre.

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“Folle è a mio avviso – ha sottolineato Gravina- nascondere ciò che sta accadendo. Veder sfumare un investimento, quello sulla Gigafactory, che poteva essere strategico per il Molise e per l’Italia intera. C’è un clima di delusione. Delusione perché la filiera istituzionale non ha funzionato. I nostri rappresentanti nazionali non hanno ottenuto niente da Stellantis e Acc. Il fondo di 4,6 milioni di euro che doveva coprire tutto il settore è stato stracciato. Ci preoccupa il piano industriale. Tra tutti gli stabilimenti individuati con nuove produzioni mancano Termoli, Pratola Serra e Modena suo quali non si sa nulla. Se non sono previsti nuovi prodotti e lo stabilimento è pieno di linee dismesse. Non si vede una prospettiva nel periodo di latenza”.

Per Stellantis sarà il mercato a dover decidere nel 2025. Ma in Francia una gigafactory già esiste e presto ne verrà prevista anche una in Spagna. L’ Italia non può rimanere indietro dopo che i cinesi hanno puntato sull’ elettrico gia dal 2013.

“La tendenza – aggiunge Gravina- è doverci confrontare con un aspetto necessario per la sopravvivenza dello stabilimento di Termoli. Se la soluzione è la Cig penso che sia avvilente non programmare un futuro. Per questo torneremo a chiedere al governo regionale un atto per chiedere fondi certi. Noi molisani non siamo i figli di nessuno”.

Tra gli operai Fiom a paventare un futuro di chiusura ci ha pensato Vito Bratt che ha sottolineato una cosa gravissima. Termoli non esiste nei piani industriali dell’azienda. E 2mila persone potrebbero rischiare di rimanere a casa.

“Piena solidarietà ai lavoratori – ha aggiunto Angelo Primiani- ribadiamo che il Movimento Cinque Stelle sarà al vostro fianco. A livello regionale ci aspettavamo una presa di posizione forte e non accettiamo questa gestione dilettantistica della vicenda. Bisogna dismettere i colori politici e la battaglia dell’ideologia e lottaee tutti insieme”

Andrea Greco ha ribadito la solidarietà agli operai ma ha aggiunto.

“Vorrei che mi aiutaste a comprendere cosa ha detto l’ assessore Di Lucente – ha sostenuto- ha detto che se si riesce a ricevere una deroga sull’ endotermico va bene per Termoli? Ha usato un argomento ridicolo in un mondo che va verso l’ elettrico. Così si sta portando a morire una attività produttiva. Vuol dire che tu centrodestra sei andato a Roma ad accettare la morte di una Regione. Di sicuro hanno fatto morire l’ automotive per tutelare altre scelte. La filiera che hanno paventato non esiste”.