Sisma 2002, 22 anni dopo. L’ avvocato Andrea Sellitto: ricostruzione non completata, uno schiaffo alla memoria dei bambini morti

La ricostruzione dei beni immobili pubblici e privati del sisma 2002, di cui oggi ricorrono i ventidue anni, non è stata affatto completata. Ne abbiamo discusso proprio in occasione di questo anniversario con l’avvocato Andrea Sellitto, che si è occupato delle vicende giudiziarie, relative alla tutela delle pretese creditorie maturate dai tecnici incaricati per la redazione dei progetti preliminari perizie di stima. Con lui abbiamo ripercorso, brevemente, cosa è accaduto tecnicamente nel periodo di tempo che va da quel giorno tragico ad oggi.
I FATTI STORICO GIURIDICI
Accadde che il Commissario straordinario per la ricostruzione post sisma, l’allora Presidente della Regione Molise – Michele Iorio-, a seguito degli eventi calamitosi del 31 ottobre 2002, avrebbe dovuto garantire il percorso, volto a garantire la messa in sicurezza del patrimonio immobiliare pubblico e privato dei 14 comuni del cratere sismico, ma ciò purtroppo non è avvenuto.

Cosa è accaduto affinché non si realizzasse nei fatti la ricostruzione del patrimonio edilizio pubblico e privato danneggiato dal sisma 2002?
La ricostruzione della vicenda giudiziaria, di cui mi sono personalmente occupato, risulta essere alquanto complessa e, pertanto, cercherò di essere il più sintetico possibile. Il Tribunale di Campobasso prima e la Corte d’Appello molisana in seguito hanno “coraggiosamente” riconosciuto la legittimazione passiva dei Comuni per il pagamento delle spettanze professionali, maturate dai tecnici incaricati per la redazione de c.d. progetti preliminari perizie di stima, la cui finalità era quella di avviare le quattro fasi di ricostruzione post sisma individuate dal Comitato tecnico scientifico, nominato dall’allora commissario straordinario – presidente della Regione Molise Michele Iorio-.
A che punto è la ricostruzione?
Con tutta franchezza posso asserire che, attualmente, non è mai partita una vera e propria fase esecutiva, poiché non è stato possibile neanche definire la prima fase della ricostruzione, così come regolamentata dal comitato tecnico scientifico. Questa situazione si è riverberata inevitabilmente ed ineluttabilmente sulla sicurezza dei molisani, che abitano in un territorio ad alto rischio sismico.
Quanto la mancata coscienza civica dei molisani ha contribuito a questa situazione?
Purtroppo constato con profonda amarezza che noi molisani non abbiamo alcuna coscienza civica. Spero che le dovute celebrazioni delle povere vittime di San Giuliano non siano utilizzati per inutili spot elettorali, ma inducano le forze politiche, regionali e comunali, a meditare sulle proprie responsabilità circa la gestione dei finanziamenti pubblici stanziati dallo Stato per la ricostruzione post sisma del 2002.
Un’occasione persa per cambiare le cose in Molise?
Penso che si sia persa per l’ennesima volta l’occasione di rinsaldare un tessuto economico sociale tramite una corretta gestione dei fondi post sisma.
Come andrebbe trattata la questione ricostruzione oggi in Molise?
C’ è un filo rosso che parte dalla vicenda dell’evento calamitoso del 2002 ed arriva alla recente sentenza della Corte dei conti sulla sanità locale. Questo filo rosso è rappresentato dall’incuranza di noi molisani circa la gestione della “cosa pubblica”. Non è questione di colorazioni politiche. Ritengo sia troppo semplice scaricare tutte le responsabilità sulla “classe politica”, che è espressione delle nostre scelte elettorali. Credo che se si voglia realmente rispettare la memoria delle vittime di San Giuliano sia opportuno inserire il tema della sicurezza sismica del territorio molisano nell’agenda politica regionale e comunale. Abbiamo l’obbligo di offrire alle nuove generazioni una regione, che li possa accogliere e non cacciare. Mi chiedo sempre se le giovani vittime fossero sopravvissute, quali scelte di vita avrebbero potuto prendere oggi? Avrebbero deciso di emigrare come la maggior parte dei loro coetanei molisani? La risposta a queste domande forse dovrebbe essere fornita dalle competenti istituzioni locali.


