San Giuliano 22 anni dopo: stop alla retorica, niente ricostruzione e mai carcere per chi uccise i bambini

Ci fu addirittura una canzone di Antonello Carozza in memoria degli angeli di San Giuliano. Una retorica difficile da digerire a 22 anni da quel 31 ottobre 2002 quando alle 11.32 una scossa di terremoto sconvolse San Giuliano di Puglia.
La vecchia scuola Jovine crollò su se stessa. La parte sopraelevata, inaugurata 40 giorni prima del crollo, cadde sopra la parte in pietra e ciottoli costruita anni prima.Morirono 27 bambini e una maestra, Carmela Ciniglio.
La prima elementare, la classe 1996 di quel comune, fu completamente cancellata dell’orrore delle macerie.
Oggi, con una ricostruzione post sisma mai completata, il ricordo melenso di quegli attimi fa spazio alla rabbia più cieca. Quella dei molisani di vedere che le cose restano sempre uguali.
Un edificio su due, nella regione degli angeli, non rispetta le elementari norme di sicurezza dovute in un territorio altamente sismico.
Ma la rabbia deriva anche dal fatto che i condannati per quella triste vicenda non hanno pagato con un giorno di carcere.
Alcuni di essi sono stati addirittura reintegrati nel 2020 al proprio posto di lavoro.Uno schiaffo alla memoria di quei bambini. E la rabbia per questo non si potrà mai spegnere.
Ricordiamo che tutti gli imputati furono assolti in primo grado dalla giudice penale monocratica del Tribunale di Larino. Era il 2007 e il pm di allora, il procuratore Nicola Magrone disse: ” questa scuola, così come costruita, poteva cadere con una semplice nevicata.Nel febbraio 2009 la sentenza viene capovolta.
La Corte d’ Appello di Campobasso condanna cinque imputati, per il sesto, il costruttore dell’edificio, Giuseppe Uliano, è stata confermata l’assoluzione di primo grado. Queste le condanne: sei anni e dieci mesi di reclusione per l’impiegato comunale Mario Marinaro – responsabile della pratica per la sopralevazione della cuola – e Giuseppe La Serra, progettista e direttore dei lavori; cinque anni agli imprenditori Carmine Abiuso e Giovanni Martino; due anni e 11 mesi all’allora sindaco Antonio Borrelli, che nel crollo perse una figlia. Le condanne sotto i tre anni beneficiano dell’indulto.
Un anno dopo la Cassazione conferma le condanne ma rimanda il processo alla Corte d’ Appello di Salerno per rideterminare la pena. Anche per La Serra e Marinaro le condanne furono abbassate a 5 anni.Tre anni di indulto ne restano altri due che non sono mai stati scontati in carcere. Il vergognoso indulto applicato anche sulla morte di 27 bambini e una maestra.
Per tutto questo ci sembra inutile presenziare alle cerimonie di vuota memoria. Non ci saremo e non le commenteremo. Nei nostri cuori restano i bambini. Morti perché il malcostruire li ha ammazzati. Il terremoto fu solo una fatale concausa.


