Il tartufo del Matese, a San Potito la presentazione del volume di sei micologi campani: il parco nazionale aiuterà la valorizzazione del prodotto

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di Claudio Iademarco

Il tartufo del Matese: è il titolo di una pubblicazione voluta dai sei micologi del versante campano ( provincia di Caserta) che prende il via da studi iniziati nel 2014 in occasione di un evento in un comune del perugino.

Vincenzo D’ Andrea, Marcello Boragine, Claudio Berna, Claudia Berna, Antonio Albanese e Sergio Vitale hanno presentato ieri a San Potito ( Caserta) questo studio a dodici mani alla presenza dei sindaci che fanno parte dei comuni del parco regionale del Matese della Campania e dell’ assessore regionale all’ agricoltura che è passato per un breve saluto prima di recarsi a Napoli per una riunione con Vincenzo De Luca sul momento particolare che sta vivendo la Regione Campania da quando si è saputo che l’attuale presidente non può essere ricandidato.

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Il lavoro è stato realizzato con lo studio non soltanto del prodotto e dei dati tecnici legati al tartufo stesso, ma anche con cenni storici di cui si è occupato il medico oncologo e micologo Sergio Vitale.

Il tartufo è nato come prodotto dalla preistoria con i maiali che lo scavavano. Testimonianze poi si trova sui documenti dei Sumeri che lo cucinavano con le spezie. Poi in Egitto veniva aggiunto ai cereali.

Nel medioevo era ancora arte dei maiali. I cani sono arrivati secoli dopo.

Chi si è occupato del lato “romantico” ma anche un po politico del tartufo è stato Vincenzo D’ Andrea veterinario e micologo. Da lui in una intervista apposita abbiamo appreso che la realizzazione del parco nazionale del Matese non può fare altro che migliorare la visione d’insieme sul tartufo del Matese.

Nell’intervento di D’ Andrea sono stati citati anche gli attrezzi da tartufo dell’ artigiano hobbista di Montaquila ( Isernia), Michelino Rossi.

Come vengono realizzati ce lo ha spiegato lui stesso al microfono della nostra direttrice

Tornando al libro, le caratteristiche tecniche ci sono state illustrate dal micologo Marcello Boragine , il quale ci ha tenuto a sottolineare che con un apposito glossario anche i profani del tartufo si possono immergere in questo mondo fantastico che merita solo di crescere

Citazioni tecniche anche nel lavoro degli altri micologi.

In Campania, come ha spiegato l’ assessore regionale all’ agricoltura Nicola Caputo, esiste un tavolo regionale sul tartufo ( e in Molise esiste? Ndr). Esiste anche un campo sperimentale per studiare come mettere a sistema tutto quello che esiste in regione. Come il tartufo bianchetto del litorale Domizio scoperto nel parco di Roccamonfina.

Tutti, anche il sindaco di San Potito Franco Liberatore, credono che l’istituzione del parco nazionale del Matese può aiutare a mettere a sistema tutto questo. Strumentali quindi sono le proteste di chi pensa che quando verrà realizzato il parco nazionale del Matese “non si potrà andare più a tartufo”.

Il prodotto va commercializzato meglio, su questo non vi è dubbio, ma esiste ed è di grande pregio. L’ associazione culturale “Controvento” condivide le risultanze dello studio e degli interventi sul parco nazionale della Matese. Non si può fermare il progresso con un dito.