Giornata mondiale degli insegnanti, in Italia quasi 250mila precari: c’è il deferimento della Commissione europea

Si celebra anche quest’ anno, come ogni 5 ottobre dal 1994, la giornata mondiale dell’insegnante.
IL MESSAGGIO DEL MINISTRO VALDITARA
Sul tema si è espresso il ministro dell’ Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara.
“Celebriamo in Italia e nel mondo la figura dell’insegnante- ha sostenuto- autentico professionista della conoscenza, protagonista di una didattica che sa trasmettere a ogni giovane saperi e valori, entusiasmo e fiducia.
In una scuola che deve essere sempre più il pilastro della crescita civile e sociale.
A tutti i docenti vanno i miei più sentiti auguri e ringraziamenti, per la loro passione, che sperimento quotidianamente visitando le nostre scuole, per la loro professionalità, per il loro lavoro prezioso, al fianco dei nostri giovani nella delicata e straordinaria avventura che è la costruzione del loro futuro”.
LA STORIA DELLA GIORNATA MONDIALE DEGLI INSEGNANTI
La giornata mondiale degli insegnanti è organizzata con la collaborazione unita dell’UNESCO, dell’Organizzazione internazionale del lavoro e dell’Education International.
Nel 1994 la data del 5 ottobre fu scelta per commemorare la firma della Raccomandazione concernente lo Status dei Docenti redatta a Parigi 28 anni prima (5 ottobre 1966). Il documento fu il risultato di una conferenza organizzata dall’UNESCO e dall’Organizzazione internazionale del lavoro. Il 5 ottobre 1997 la conferenza generale dell’UNESCO adottò anche una Raccomandazione concernente lo Status dei Docenti nell’insegnamento superiore.
Nell’anno 2018 il tema scelto era “Gli insegnanti formati e qualificati sono essenziali per il diritto all’istruzione”.
Il 25º anniversario (1994-2019) della Giornata mondiale degli insegnanti è stato commemorato in Francia con un evento globale. Il tema era “Giovani docenti, il futuro della professione”.
Nel 2020 ha onorato i docenti con il tema “Insegnanti: guidare nelle situazioni di crisi, reinventare il futuro” dedicata al tema Covid 19.
Nel 2021 sottolineerà il supporto che deve essere fornito agli insegnanti per partecipare pienamente al processo di recupero. Il tema scelto è “Insegnanti al centro del recupero dell’istruzione”.
La leadership degli insegnanti nella trasformazione dell’istruzione è il tema della Giornata mondiale degli insegnanti del 2022.
Il tema della Giornata mondiale degli insegnanti 2023 è: “Gli insegnanti di cui abbiamo bisogno per l’istruzione che vogliamo”. Gli insegnanti sono il cuore dell’educazione, ma in molti paesi stanno abbandonando la professione che amano e sono sempre meno i giovani che aspirano a diventare docenti. L’UNESCO stima che il mondo avrà bisogno di oltre 69 milioni di nuovi insegnanti entro il 2030, e la carenza continua a crescere.
Le celebrazioni del 2024 si concentreranno, come precisato dal sito dell’UNESCO: “su “Valorizzare la voce degli insegnanti: verso un nuovo contratto sociale per l’istruzione”.
INTANTO LA COMMISSIONE EUROPEA DENUNCIA L’ ITALIA: TROPPO PRECARIATO
Fin qui i dati positivi. Se negli anni passati la professione di insegnante significava posto fisso e sicuro per tutta la vita, ora emerge che laa Commissione Europea ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea per la perdurante violazione della normativa europea sul lavoro a tempo determinato nel settore scolastico.
Secondo l’esecutivo UE, l’Italia non ha adottato misure sufficienti per porre fine all’uso “abusivo” dei contratti a termine e alle condizioni di lavoro discriminatorie per il personale docente e ATA.
Due gli aspetti contestati: il primo riguarda la discriminazione retributiva per gli insegnanti precari: la normativa italiana non prevede una progressione retributiva per gli insegnanti assunti a tempo determinato, basata sull’anzianità di servizio. Questa disparità di trattamento rispetto ai docenti di ruolo, che beneficiano di una progressione stipendiale, costituisce una discriminazione vietata dal diritto comunitario.
La seconda riguarda anche il personale ATA: l’Italia non ha attuato misure efficaci per prevenire il ricorso eccessivo ai contratti a tempo determinato delle scuole statali.
La Commissione ha avviato la procedura di infrazione inviando una lettera di diffida formale alle autorità italiane nel luglio 2019, seguita da un’ulteriore lettera di diffida formale nel dicembre 2020 e da un parere motivato nell’aprile 2023.
OLTRE 943MILA PRECARI
Il numero di docenti precari in Italia oscilla tra 165.000, secondo il Ministro dell’Istruzione e del Merito, e 250.000, secondo i sindacati, su un totale di 943.000 insegnanti. L’età media di ingresso nel ruolo è di 45 anni, facendo degli insegnanti italiani tra i più “anziani” d’Europa, con oltre la metà del corpo docente sopra i 50 anni, contro una media OCSE del 37%. Nonostante l’elevato numero di precari, le scuole si trovano a fronteggiare una grave carenza di insegnanti, in particolare nelle materie scientifiche, ma anche per italiano e per le maestre.
LA SITUAZIONE IN MOLISE: 175 LE IMMISSIONI IN RUOLO
Secondo un rapporto dell’Ufficio Scolastico Regionale, nel nuovo anno scolastico si contano 709 studenti in meno rispetto al precedente, pari a una diminuzione del 2,06%. Attualmente, gli iscritti sono 33.689, un dato che evidenzia una riduzione significativa rispetto ai circa 50.000 alunni registrati nel 2004.
La distribuzione delle scuole e delle classi
Nel Molise sono attualmente attive 51 istituzioni scolastiche, che comprendono un totale di 2.031 classi. Nonostante la diminuzione degli studenti, il numero degli insegnanti è cresciuto, con un organico attuale di 5.175 docenti, di cui 477 sono stati inseriti per il potenziamento delle attività didattiche.
Per quanto riguarda le nuove assunzioni, il Ministero dell’Istruzione ha autorizzato l’immissione in ruolo di 175 insegnanti. Tuttavia, il processo di assunzione non è ancora concluso, poiché sono in corso le ultime procedure concorsuali.


