Lavoro e benessere, in Molise due persone su dieci non partecipano al mercato

Oggi la celebrazione della giornata mondiale del lavoro dignitoso. In Italia 2,7 milioni di precari senza la garanzia di salario minimo e con la reintroduzione delle dimissioni in bianco che colpiscono soprattutto le donne.
Il 7 ottobre non è soltanto l’ anniversario dell’ attacco di Hamas a Israele. In tutto il mondo si celebra la giornata del lavoro dignitoso
Qual è la definizione riconosciuta a livello nazionale?
L’ILO, l’Organizzazione internazionale del lavoro, scrive che «il lavoro dignitoso è un’occupazione produttiva e redditizia che fornisce un reddito equo, diritti e protezione sociale e sostiene una crescita economica sostenibile. È una fonte di dignità e la base per la pace, la giustizia sociale e una maggiore uguaglianza».
La campagna dedicata è stata avviata da ILO nel 2007. Successivamente, il movimento sindacale ha istituito la Giornata mondiale per il lavoro dignitoso nel 2008. Solo un lavoro dignitoso può dare un volto umano all’occupazione e fornire stabilità all’individuo e alla sua rete sociale. Il primo elemento che non definisce dignitoso il lavoro è il precariato.
IN ITALIA 2,7 MILIONI DI LAVORATORI PRECARI
In Italia, secondo le rilevazioni ISTAT, i precari sono risultati circa 2,7 milioni (2.757.000) a Luglio 2024. A Giugno 2024, in base ai dati INPS, sono stati assunti con un contratto di lavoro a tempo determinato o precario 747.509 lavoratori.
LA LOTTA POLITICA PASSA PER IL SALARIO MINIMO E LE DIMISSIONI IN BIANCO
Con il Governo Meloni la situazione del lavoro in Italia non sta andando certo a migliorare. Infatti di recente i partiti di maggioranza hanno respinto un emendamento sul salario minimo delle opposizioni e hanno invece approvato una norma che di fatto ripristina le dimissioni in bianco, eliminate dal Governo Renzi.
Sul tema del salario minimo tutte le opposizioni sono state compatte nel sostenerlo ad eccezione di Italia Viva che ha scelto l’astensione. Il disegno di legge sul lavoro era stato approvato dal Consiglio dei ministri un anno e mezzo fa, nella seduta del primo maggio 2023, ma è approdato in aula solo giovedì scorso.
Le dimissioni in bianco, reintrodotte da Meloni, colpiscono invece suprattutto donne in maternità
Il ddl lavoro ha invece allargato le maglie di questi licenziamenti, dietro cui spesso si celano le cosiddette dimissioni in bianco, che colpiscono soprattutto le donne al momento della maternità. Donne che restano poi senza lavoro e non possono poi vivere una vita dignitosa insieme ai propri figli. Rischiando poi di dover rimanere a casa con mariti violenti che potrebbero arrivare ad uccidere.
IL LAVORO IN MOLISE: TASSO DI OCCUPAZIONE AL 58,8%
Secondo i dati Istati In Molise nel 2022 il tasso di occupazione delle persone tra i 20 e i 64 anni raggiunge il 58,8 per cento, segnalando una penalizzazione di 6,0 punti percentuali rispetto alla media-Italia a fronte di un vantaggio di 8,3 punti nel confronto con la ripartizione. Allo stesso modo, il livello di mancata partecipazione al lavoro si attesta al 21,5 per cento, ossia 5,3 punti al di sopra del dato nazionale e 8,3 punti al di sotto della media del Mezzogiorno. Gli stessi risultati emergono restringendo il campo di osservazione ai soli giovani tra i 15 e i 29 anni. In questa fascia di età, infatti, il tasso di occupazione mette in luce un vantaggio di 3,0 punti percentuali rispetto al Mezzogiorno e un gap di 7,4 punti rispetto al resto della nazione; per il tasso di mancata partecipazione al lavoro le stesse differenze sono ancora più ampie e pari rispettivamente a 8,0 punti e 11,5 punti percentuali. Nel 2021, fatte pari a 100 le 312 giornate di lavoro teoriche di un dipendente occupato con continuità durante l’anno, la quota di giornate retribuite ai dipendenti molisani assicurati Inps è il 69,6 per cento; la differenza con l’Italia, in termini assoluti, equivale a 18,1 giornate retribuite in meno (ma circa sei in più della media del Mezzogiorno). Nello stesso anno, il tasso di infortuni mortali e inabilità permanente (12,5)%


