Povertà, Molise a rischio moderato: allarme per i dati sui minori

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

Il Molise ha un rischio di povertà assoluta ed esclusione sociale pari al 24,8%.

IL CONFRONTO CON LE ALTRE REGIONI

Il dato incoraggiante, che pubblichiamo durante la giornata mondiale per la povertà, è estrapolato dal Report regionale Eurostat sulle condizioni di vita in Europa, pubblicato nei giorni scorsi. Oggi possiamo affermare che in Italia ci sono molte regioni soprattutto del centrosud Italia che stanno messe peggio di noi. La Calabria come regione italiana resta la più povera con una percentuale del 48,6%. Seguono la Campania con il 44,4%, la Sicilia con il 41,4%.

Pubblicità

Fuori dal podio la Sardegna con il 32,9%, la Puglia con il 32,2% e colpo di scena l’ Abruzzo con il 28,6% ha fatto peggio del Molise. In barba a chi parla di una eventuale annessione tra le due regioni.Solo la Guyana francese riesce a fare peggio della Calabria.

POVERTÀ MINORILE: MOLISE A RISCHIO

Nonostante l’indice assoluto Eurostat non collochi il Molise nei posti peggiori della classifica, il territorio resta a rischio povertà minorile.Secondo i dati pubblicati dalla Caritas a risentire maggiormente del fenomeno è la popolazione del Mezzogiorno e di realtà come il Molise, in cui il 42 per cento dei bambini si trova in uno stato di indigenza relativa. Un numero allarmante, secondo solo alla Calabria tra le regioni italiane e al di sopra di oltre 20 punti rispetto alla media nazionale. Un quadro che si riflette sull’orizzonte immaginato dai giovani e alimenta sfiducia soprattutto tra le ragazze di 15-16 anni. Il 46 per cento non ritiene possibile trovare un lavoro dignitoso libero dallo sfruttamento, e un terzo non crede di riuscire a svolgere un’attività professionale consona ai propri desideri.2023

LA SITUAZIONE IN ITALIA

Nel 2023 la povertà assoluta, familiare e individuale, è rimasta sostanzialmente stabile nel nostro Paese rispetto al 2022. Lo rivelano le stime preliminari dell’Istituto nazionale di statistica (Istat), pubblicate nel recente report sul fenomeno e le spese per i consumi.Secondo quanto evidenziato dal documento, l’incidenza di povertà assoluta risulta pari all’8,5% tra le famiglie (8,3% nel 2022) e al 9,8% tra gli individui (9,7% nel 2022), in un quadro di sostanziale stabilità rispetto al 2022: si tratta di oltre 2 milioni 234mila famiglie, per un totale di circa 5 milioni 752mila individui.«Dal 2014 al 2023 – si legge nel report, disponibile sul sito dell’Istat, nella pagina dedicata – la dinamica dell’incidenza individuale segue quella familiare, anche se su livelli più elevati e con un leggero distanziamento nel corso del tempo. Si passa dal 6,9% del 2014, fino all’8,3% del 2017 e 2018; nell’intero periodo si nota un’unica flessione significativa nel 2019, quando l’incidenza individuale scende al 7,6%. Dal 2020, l’indicatore riprende la sua crescita e dal 9,1% arriva al 9,8% nel 2023, anno in cui la povertà assoluta coinvolge oltre 5,7 milioni di persone».Il valore più elevato dell’incidenza di povertà assoluta familiare si registra nel Mezzogiorno (10,3%, ovvero 866mila famiglie), seguito dal Nord (8%, un milione di famiglie) e dal Centro (6,8%, 365mila famiglie). L’incidenza individuale conferma il quadro appena descritto, con il Mezzogiorno che mostra i valori più elevati (12,1%), sebbene, rispetto al 2022, il Nord presenti segnali di peggioramento (9% dall’8,5%; 2,4 milioni di persone).Le famiglie più numerose presentano i valori più alti: quelle con cinque e più componenti si attestano al 20,3%, mentre il valore più basso è relativo alle famiglie con due componenti (6,1%).L’incidenza di povertà assoluta si conferma più marcata per le famiglie con almeno un figlio minorenne (12%), mentre per quelle con anziani si attesta al 6,4%.La situazione degli under 18 continua a essere molto critica, con 1,3 milioni di bambini e adolescenti che appartengono a famiglie in povertà assoluta.

GLI OBIETTIVI DELLA GIORNATA MONDIALE DELLA POVERTÀ

Nella ricorrenza della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà risale al 17 ottobre 1987, dove oltre centomila persone si riunirono al Trocadéro di Parigi per proclamare la povertà come una violazione dei diritti umani.Con la risoluzione 47/196, adottata il 22 dicembre 1992, l’Assemblea Generale ha dichiarato il 17 ottobre “Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà”, invitando gli Stati a promuovere azioni concrete per combatterla.

La risoluzione incoraggia anche le organizzazioni intergovernative e non governative a supportare gli Stati nell’organizzazione di attività nazionali per la celebrazione della Giornata, e chiede al Segretario Generale di adottare le misure necessarie per garantire il successo dell’iniziativa.

La commemorazione del 17 ottobre riflette la volontà delle persone che vivono in condizioni di povertà di contribuire attivamente alla propria emancipazione, creando un’opportunità per riconoscere i loro sforzi, per far sentire le loro preoccupazioni, e per riconoscere la loro autonomia.