Fine vita, ecco la proposta di legge dei consiglieri regionali: adesioni anche a centrodestra

La richiesta era partita dal Comune di Montecilfone dalla consigliera Candida Stellato: il consiglio regionale doveva presentare una proposta di legge per prevedere l’applicazione della norma sul fine vita.
Detto fatto. La Pdl è arrivata con la prima firma della consigliera regionale del Pd Alessandra Salvatore, con quella dei colleghi Vittorino Facciolla e Micaela Fanelli, con l’intero gruppo del Movimento Cinque Stelle formato da Andrea Greco, Angelo Primiani e Roberto Gravina e la firma di Massimo Romano per Costruire Democrazia.
Sono stati superati anche gli steccati ideologici con le firme di tre consiglieri di centrodestra: Stefania Passarelli, Massimo Sabusco e Armandino D’Egidio.
In conferenza stampa collegata oggi da remoto l’avvocata Filomena Gallo, presidente nazionale dell’associazione Luca Coscioni e in presenza il consigliere nazionale Mino Dentizzi e la presidente regionale Viviana Mastrobuoni.
Il punto di forza della legge presentata, che deve essere assegnata in commissione prima di arrivare alla discussione in consiglio regionale, è il racconto di alcune storie di vita vissuta a riguardo del suicidio medicalmente assistito. Di cose che dovevano avere e non hanno avuto.
Si tratta di una proposta di 16 pagine in cui è descritto tutto il dettato normativo in merito e che riprende fedelmente ciò che ha proposto a livello nazionale l’ associazione Luca Coscioni.
“Abbiamo pensato di affiancare le aziende sanitarie- dichiara l’avvocata Filomena Gallo- e abbiamo redatto un testo di legge che prevede tempi certi di risposta alla persona che sceglie il suicidio medicalmente assistito. Il testo indica chi deve fare cosa. Per le verifiche delle condizioni ci vuole un tempo massimo non superiore ai 30 giorni. Dopo le verifiche viene redatta una condizione medica che identifica il farmaco idoneo al raggiungimento dello scopo del paziente. Che a qualsiasi momento può cambiare idea o rinviare l’applicazione del protocollo.
Il Veneto per ora è l’unica regione dove per questo non bisogna andare in tribunale. In altre regioni va rispettafa la clausola del bene volontario del medico.
Abbiamo previsto che possa intervenire la legge statale che non aggiunge nulla di più rispetto alla sentenza della Corte Costituzionale.
In questo momento ci sono proposte di legge in Molise, Umbria e Trentino.
Qui sono gli eletti a depositare la proposta in altre regioni si parte con una raccolta firme. Abbiamo chiesto comunque un atto vincolante per tutte le regioni”.
Dopo la presentazione di Alessandra Salvatore che ha spiegato la legge insieme all’ avvocata Gallo sono intervenuti i consiglieri presenti.
Per Primiani è un atto importante sui diritti civili come quello della sua mozione sulla questione Lgbt.
Facciolla intende garantire diritti riconosciuti da una sentenza della Corte Costituzionale provando a immaginare un percorso per i cittadini che sia esente dsk tempi inutili della legge.
Fanelli sostiene che spesso le comunità sono più avanti della politica che si lava le mani su questi temi. Questo lavoro lungo dovrebbe presto iniziare in commissione.
Romano sottolinea che questa è una prerogativa delle Regioni ma bisogna comunque tener conto che si agisce in una regione commissariata dal punto di vista sanitario.
Sostiene che è stato verificato che non si pone in contrasto col piano di rientro perché serve a raggiungere i Lea.
Greci aggiunge che però spesso la Regione si nasconde dietro al commissariamento per non decidere su nulla. Aveva il dovere di farlo e non lo ha fatto. Si augura che non ci sia un percorso ideologico sul tema.
Gravina lo definisce un atto di civiltà che va sostenuto e discusso al più presto.
Dall’ associazione Coscioni arriva l’impegno di sensibilizzare con incontri in tutti i comuni verso questo progetto di legge e di impegnarsi con raccolte di firme e banchetti. La presidente regionale Mastrobuoni ha ringraziato soprattutto il centrodestra che ha firmato superando gli steccati ideologici.


