Suicidio medicalmente assistito, presentata ufficialmente la pdl regionale

I Consiglieri Alessandra Salvatore, Vittorino Facciolla, Micaela Fanelli, Angelo Primiani, Roberto Gravina, Massimo Romano, Andrea Greco, Armandino D’Egidio, Stefania Passarelli, Massimo Sabusco hanno presentato una proposta di legge (contraddistinta dal n. 66 del registro delle iniziative legislative della XIII Legislatura) concernente: “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto delle sentenze n. 242/2019 e n. 135/2024 della Corte costituzionale”.
La proposta di legge regionale -scrivono i presentatori nella relazione illustrativa-, elaborata e promossa sulla scorta del modello elaborato dall’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica APS, si pone l’obiettivo di definire il rispetto e la diretta applicazione -relativamente a ruoli, procedure e tempi del Servizio Sanitario Nazionale/regionale di verifica delle condizioni e delle modalità di accesso alla morte medicalmente assistita-, affinché l’aiuto al suicidio non costituisca reato così come previsto della sentenza Corte costituzionale “Antoniani/Cappato”, numero 242/2019.
Nella stessa relazione si ricorda come la Consultata nella sentenza 242/2019 ha dichiarato “l’illegittimità costituzionale dell’art. 580 del codice penale, nella parte in cui non esclude la punibilità di chi, con le modalità previste dagli artt. 1 e 2 della legge 22 dicembre 2017, n. 219 (Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento) –…(…), agevola l’esecuzione del proposito di suicidio, autonomamente e liberamente formatosi, di una persona tenuta in vita da trattamenti di sostegno vitale e affetta da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che ella reputa intollerabili, ma pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli, sempre che tali condizioni e le modalità di esecuzione siano state verificate da una struttura pubblica del servizio sanitario nazionale, previo parere del comitato etico territorialmente competente”.
L’articolato, quindi, prevede che la Regione Molise, nell’esercizio delle proprie competenze, disciplini le modalità organizzative per l’attuazione di quanto disposto dalle sentenze della Corte costituzionale 25 settembre 2019, n. 242, e 1° luglio 2024, n. 135, relative al suicidio medicalmente assistito, nel rispetto delle modalità di cui agli articoli 1 e 2 della legge n. 219 del 2017. Si prevede ancora che il diritto all’erogazione dei trattamenti disciplinati dalla presente legge è individuale ed inviolabile e non può essere limitato, condizionato o assoggettato ad altre forme di controllo al di fuori di quanto ivi previsto.
Il testo presentato statuisce che, fino all’entrata in vigore della disciplina statale, possano accedere alle prestazioni e ai trattamenti relativi al suicidio medicalmente assistito le persone: a) affette da una patologia irreversibile, fonte di sofferenze fisiche o psicologiche che le stesse reputano intollerabili; b) tenute in vita da trattamenti di sostegno vitale; c) pienamente capaci di prendere decisioni libere e consapevoli; d) che esprimono un proposito di suicidio formatosi in modo libero e autonomo, chiaro e univoco.
Tali requisiti sono verificati da una Commissione multidisciplinare permanente (che viene istituita nello stesso articolato) che è chiamata anche a definizione delle relative modalità di attuazione dei diversi trattamenti.
La pdl, infine, prevede che le persone interessate, direttamente o tramite delegato, presentino all’ASReM una istanza per l’accertamento dei requisiti per l’accesso al suicidio medicalmente assistito nonché per l’approvazione o definizione delle relative modalità di attuazione. La procedura così attivata deve concludersi di norma entro 30 giorni.
L’iniziativa legislativa verrà ora assegnata alla Commissione consiliare competente dal Presidente del Consiglio regionale. La Commissione, a sua volta, dopo aver espedito la fase istruttoria ed espresso il parere di competenza, la invierà all’esame dell’Assemblea per le determinazioni conclusive.


