Fine pandemia? I virologi si spaccano

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Per l’Oms l’emergenza sanitaria da Covid-19 persiste perché il virus continua a dar luogo a “una pericolosa malattia” che può causare notevoli danni alla salute delle persone e ai sistemi sanitari dei Paesi. Ma, nello specifico, in Italia e in Europa siamo ancora in Pandemia? “Ci sono situazioni diverse a seconda delle nazioni di cui parliamo e adesso non si può abbassare la guardia. Sarebbe davvero inopportuno anche in Europa e nel nostro Paese. Andiamo avanti con prudenza: le misure vanno scalate lentamente a livello mondiale. Il rischio è in miglioramento, ma esiste ancora. Non dimentichiamolo”, commenta all’AGI il virologo Fabrizio Pregliasco, Sanitario dell’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.Di opinione diversa il virologo Massimo Clementi, professore di microbiologia e virologia ed ex direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano. “Ci aspettavamo una decisione contraria rispetto a quella che ha preso l’Oms, ma credo sia una decisione presa in relazione alla poca chiarezza cinese – dice Clementi -. In Italia potremmo dire che ci stiamo avviando verso una risoluzione abbastanza franca della Pandemia e cosi’ in Occidente”.“Fine Pandemia mai”, dice ironico Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma, l’ospedale che per primo ha affrontato il Covid a mani nudo nell’inverno-primavera del 2020. “L’Oms dovrebbe essere il tabernacolo dove si conserva la libertà della scienza rispetto agli interessi geopolitici e industriali – afferma Vaia -. Mi piacerebbe che l’organizzazione fosse più proattiva anche nei confronti della Cina: bisognerebbe chiedere più trasparenza e maggiore condivisione dei dati”.Vaia si dice contrario “culturalmente alla logica di un’emergenza che non termina mai”. “L’Oms, che per me è utilissimo e io potenzierei ancora, dovrebbe però dare indicazioni su come risolvere il problema: è corretto dire che oggi esiste una situazione difficile in Cina, ma poi bisogna trovare il modo di risolverla. L’Italia si è comportata sempre benissimo: abbiamo sempre condiviso tutti i dati, anche con il vaiolo delle scimmie”, conclude Vaia. Per Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, “in Italia, in Europa e in Occidente in generale non c’è alcuna emergenza, ma persiste in Cina”. “Non credo che da noi accadano cose terribili, quindi direi che ne siamo fuori. Ma avremo ancora casi di Covid? Probabilmente sì, ma non è un problema come quello che avevamo tre anni fa”. AGI