Emergenza idrica, il centrodestra boccia l’ atto di indirizzo delle opposizioni

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Presieduto dal Presidente Quintino Pallante, si è riunito nella mattinata il Consiglio regionale che, come richiesto dai Consiglieri Primiani, Gravina, Greco, Romano, Fanelli, Salvatore e Facciolla, ha discusso dello stato del servizio idrico integrato, della situazione economico finanziaria dell’ASR Molise Acque e GRIM e dello stato del CIS acqua.

Dopo le comunicazioni iniziali all’Aula del Presidente Pallante è iniziata la discussione comune sia dell’argomento della seduta monotematica che della mozione presentata a firma dei Consiglieri Primiani, Gravina, Greco, Romano, Fanelli, Salvatore e Facciolla, avente ad oggetto “Criticità del sistema idrico Molise – Linee di indirizzo”.

Il Consigliere Angelo Primiani ha introdotto l’argomento illustrando anche la mozione che lo ha visto primo firmatario.È seguito l’intervento del Presidente della Terza Commissione, Roberto Di Baggio, che ha relazionato all’Aula circa le risultanze dell’indagine conoscitiva condotta dalla stessa Commissione, ai sensi dell’art. 30, comma 3, dello Statuto regionale, sulle criticità del sistema idrico integrato del Molise. La Commissione -ha spiegato Di Baggio- ha lavorato in questi mesi svolgendo diverse sedute nelle quali si sono auditi e messi a confronto tutti i soggetti istituzionali coinvolti a vario titolo nella gestione del servizio idrico integrato operante sul territorio regionale.È quindi iniziata la fase della discussione generale, alla quale si è aggiunta quella per dichiarazione di voto, in entrambe sono interventi, per esprimere delle considerazioni sull’argomento in trattazione e per motivare la propria posizione circa mozione, i Consiglieri Salvatore, Gravina, Di Pardo, Geco, Sabusco, Fanelli, Romano, Facciolla, il Sottosegretario alla Presidenza della Giunta Vincenzo Niro, ha chiuso il dibattito il Presidente della Giunta regionale Roberti.L’atto di indirizzo è stato quindi posto in votazione non ricevendo, però, il numero dei suffragi necessari all’approvazione (7 favorevoli, 11 contrari, 3 assenti).

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Emergenza idrica, M5S: “Serve programmare e semplificare. Il centrodestra dice no ma non porta soluzioni”

“Primo: redigere un piano strutturale di investimenti per ammodernare la rete idrica. Secondo: semplificare la governance per tornare a programmare ed evitare le emergenze.Resta questa per il Movimento 5 Stelle la doppia soluzione per riconsegnare al Molise un sistema idrico adeguato al fabbisogno di ogni angolo della regione. Programmazione e semplificazione, dunque, due concetti intatti nella loro importanza anche oggi, nonostante la bocciatura arrivata dal centrodestra. La maggioranza ha infatti respinto le nostre proposte, ma non ha prodotto dati sul presente, né idee per il futuro.Il settore idrico è pilastro fondamentale dello sviluppo socio-economico di qualsiasi territorio e l’acqua sarà sempre più un tema cruciale sotto il profilo ambientale ed energetico, quindi sociale. La gestione sostenibile delle risorse idriche è quindi una priorità. Lo abbiamo ribadito nel corso della seduta monotematica di Consiglio regionale convocata su nostra richiesta con l’obiettivo di affrontare una volta per tutte le difficoltà delle troppe comunità che sempre più spesso non hanno accesso all’acqua.La crisi climatica sta senza dubbio aggravando una situazione già difficile, ma le continue sospensioni del servizio idrico sono dovute anche al problema più grande di cui soffre il Molise: l’assenza di programmazione.Sebbene il sistema idrico integrato sia stato introdotto per garantire una governance più efficiente, infatti, i molisani subiscono gli effetti di mancati interventi strutturali sulla rete, oltre che dei problemi gestionali tra i vari player del settore.Parliamo di gravi inefficienze che, ad oggi, si traducono nella dispersione media di 53 litri di acqua su 100, a causa di una rete obsoleta da sostituire: un paradosso, in una regione ricca di sorgenti come il Molise. E nonostante gli investimenti del Pnrr previsti, gli interventi sono insufficienti a risolvere il problema delle dispersioni idriche, soprattutto se pensiamo che per risanare le perdite al momento si stanzia un decimo delle risorse necessarie. Ecco perché una soluzione per noi passa per l’utilizzo di parte del Fondo di Sviluppo e Coesione, attraverso un Accordo di programma quadro per intervenire sulle reti idriche.C’è poi la situazione finanziaria di Molise Acque che pur vantando crediti nei confronti di diversi comuni, ha maturato oltre 40 milioni di euro di debiti nei confronti dei fornitori energetici, un aspetto che mette a rischio l’intera tenuta del servizio, senza una precisa strategia di intervento della Regione.A ciò, si aggiunge il cortocircuito tra l’Azienda speciale regionale e la società consortile Grim: ora nessuno sa bene chi doveva o deve far cosa e i cittadini pagano.Per tutti questi motivi, abbiamo chiesto alla maggioranza un piano di investimenti strutturali per ammodernare le reti idriche e una riforma della governance del sistema integrato, affinché il Molise possa finalmente sfruttare al meglio una delle sue risorse naturali più preziose. Sono temi sfidanti che meriterebbero coraggio e lungimiranza: caratteristiche che il centrodestra ha dimostrato ancora una volta di non avere. Mentre la ricetta del presidente Roberti è aumentare la tariffa al massimo possibile previsto da Arera, e a pagare saranno ancora i molisani”.

ROMANO: Riconoscere ai molisani il diritto di uso civico sull’acqua

“Invece di proporre ulteriori aumenti tariffari a carico dei molisani mettendogli ancora una volta le mani nelle tasche, la Regione deve applicare con urgenza la legge 168/2017 che riconosce e tutela i diritti dei cittadini di uso e di gestione dei corpi idrici (superficiali e sotterranei) sui quali i residenti dei comuni o delle frazioni esercitano usi civici.

Si tratta di una rivoluzione culturale e politica, che richiede coraggio e lungimiranza, per consentire ai cittadini di riappropriarsi della risorsa più preziosa che esista in natura, l’acqua appunto, mettendola al riparo da pericolosissime rivendicazioni attuali e future da parte di altri territori e/o altri soggetti politici (e/o imprenditoriali) che già ci hanno messo gli occhi addosso (non da oggi).

Peraltro, nel contesto dell’autonomia differenziata, sarebbe uno strumento politico e giuridico formidabile per dimostrare al Governo e anche ad altre regioni più spavalde che non siamo disposti a genufletterci per affermare i diritti della nostra gente, anzi siamo pronti a confrontarci alla pari, senza timori reverenziali né complessi di inferiorità verso chicchessia”.