Verso il 25 novembre, la Commissione pari opportunità parla di gaslighting

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Nel mese di novembre, dedicato alla violenza sulle donne, numerose sono le iniziative di sensibilizzazione sulle varie forme di sopruso.

In questo senso domani, venerdi 8 novembre, alle ore 10.00, nella sala della Biblioteca di Palazzo D’Aimmo, il Presidente del Consiglio regionale, Quintino Pallante, e la Presidente della Commissione regionale per la parità e le pari opportunità della Regione Molise, Giusi Di Lalla, in una conferenza stampa presenteranno il convegno dal tema “Il Gaslighting – sapersi difendere dalla manipolazione mentale”, che si terrà il prossimo 14 novembre, sempre nella sala della Biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale.

L’evento è organizzato dalla commissione regionale per le pari opportunità ed ha ricevuto il patrocinato dalla Presidenza del Consiglio regionale.

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I particolari dell’evento saranno svelati domani mattina. Ora invece ci occupiamo della definizione ufficiale di questo fenomeno non ancora molto conosciuto.

COS’È IL GASLIGHTING

Il gaslighting, o manipolazione psicologica maligna in italiano, è una forma di manipolazione psicologica nella quale vengono presentate alla vittima false informazioni con l’intento di farla dubitare della sua stessa memoria e percezione. Può anche essere semplicemente il negare da parte di chi ha commesso qualcosa che gli episodi siano mai accaduti, o potrebbe essere la messa in scena di eventi bizzarri con l’intento di disorientare la vittima.

L’ ORIGINE DEL TEMA

Il termine deriva dall’opera teatrale del 1938 Gaslight (inizialmente nota come Angel Street negli Stati Uniti) del drammaturgo britannico Patrick Hamilton, e dagli adattamenti cinematografici entrambi intitolati Gaslight, del 1940, per la regia di Thorold Dickinson, e del 1944 (quest’ultimo conosciuto in Italia come Angoscia), per la regia di George Cukor.

Nella storia, un marito cerca di portare la moglie alla pazzia manipolando piccoli elementi dell’ambiente, per esempio affievolendo le luci delle lampade a gas.

La moglie nota questi cambiamenti, ma il marito insiste nell’affermare che sia lei a ricordare male o inventarsi le cose. Questo porta la moglie a dubitare sempre di più delle sue sensazioni e diventare sempre più emotivamente instabile.

Tra i primi a parlare di gaslighting in Italia figura la rivista web di psicologia Psicoadvisor che descrive il fenomeno come una «forma di violenza psicologica silenziosa, in cui si sperimenta angoscia, impotenza, frustrazione e si finisce per diventare vittime di un abuso senza accorgersene».

Alice Leroy nel numero 806 di Cahiers du cinéma, dedicato alle cineaste e al loro sguardo ai tempi del Me Too, recensendo il libro Hélène Frappat Le Gaslighting ou l’Art de faire taire les femmes (2023) e scrivendo dell’incubo coniugale descritto nel film di George Cukor, fa riferimento, oltre a filosofi, psicanalisti, sociologi e teorici della comunicazione che hanno approfondito con i loro lavori le tematiche del film, a personaggi politici contemporanei e del passato arrivando a citare Hannah Arendt in quanto teorica insospettabile del gaslighting esteso dalla sfera domestica al campo della storia e della politica. Benché la storica e filosofa tedesca naturalizzata statunitense non abbia mai usato tale termine, continua la Leroy, l’individuazione di tale passaggio da una sfera personale a quella universale ne farebbe la radice del negazionismo.