Molise, trasporti ed errori politici di presente e passato: l’unico mezzo certo è l’ asino

Domani in Consiglio regionale quasi tutta la seduta sarà incentrata sui trasporti.
Finalmente direbbe qualcuno. Anche perché siamo la regione più disastrata d’Italia per quanto riguarda questo settore e nessuno sembra volersene accorgere.
Si discuterà del piano trasporti, dell’annosa questione dei dipendenti Atm mal pagati dalla Regione Molise e dello stato della stazione di Campobasso.
Stazione da cui, lo vogliamo ricordare agli smemorati, nessun treno parte più ormai da anni. Causa mancata elettrificazione del tratto che va da Campobasso a Isernia. Probabilmente sarà così fino al 2027 mentre le altre città d’ Italia viaggiano sull’ alta velocità.
Per arrivare da Campobasso fino a una qualsiasi città del Nord scegliendo la via adriatica bisogna scendere sempre a Termoli con un’ autobus.
Per andare invece a Roma e Napoli bisogna cambiare a Isernia e ci si impiega minimo 4 ore.
Questa cosa non è da Paese civile. Vedremo cosa ne verrà fuori in Consiglio ma le speranze di un cambiamento sono davvero poche.
Perché se la situazione su rotaia è quella appena descritta non è migliore quella su gomma.
E gli errori del passato non assolvono alcun partito politico. Vogliamo ricordare a tutti che la vera rivoluzione almeno del trasporto su gomma sarebbe stata l’autostrada Termoli- San Vittore. C’era stata anche la firma tra l’ ex ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro e l’ allora presidente della Regione Michele Iorio.
L’opera venne confermata dal governo nel novembre del 2010, e quindi inserita tra le opere strategiche di interesse nazionale. Il costo totale dell’opera venne stimato in un miliardo e 137 milioni di euro, divisi tra un contributo pubblico di 557 milioni di euro e il rimanente da finanziarsi tramite finanza di progetto, che avrebbe garantito agli investitori la gestione dell’infrastruttura per 35 anni.
Il 7 ottobre 2008 la variante di Venafro di circa 8,7 km, parte del primo lotto, fu completata con una spesa di circa 76 milioni di euro; in seguito la strada venne riclassificata SS 85 var. Per la realizzazione dell’autostrada venne costituita una società partecipata da regione Molise e ANAS, la società Autostrada del Molise. In seguito all’accantonamento del progetto, questa venne messa in liquidazione nel 2018.
La costruzione dell’autostrada infatti, dopo anni di stallo nei vari passaggi burocratici e in mancanza dell’avvio dei lavori, venne cancellata dalle opere strategiche di interesse nazionale nel 2014, decretando di fatto la fine del progetto.
Autostrada del Molise S.p.A.
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La società Autostrada del Molise era la società deputata alla costruzione dell’infrastruttura. L’azienda a capitale misto tra ANAS (50%) e Regione Molise (50%) venne fondata il 18 gennaio 2008 con sede a Campobasso. Si trattava della prima società mista nata grazie alla legge finanziaria 2008 (L. 244/2007), che offre la possibilità di creare nuove società miste con il solo decreto di trasferimento del ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Con l’accantonamento del progetto, l’azienda venne messa in liquidazione nel giugno 2018.
Che fece il presidente della Regione di allora, Paolo Di Laura Frattura? Preferì all’autostrada la cosiddetta metropolitana leggera. Opera anch’ essa mai realizzata le cui stazioni ferroviarie restano nel più completo abbandono.
Il costo complessivo del progetto, sotto l’egida dell’Agenzia per la coesione territoriale, è stato stimato in 23,5 milioni di euro e prevede l’attivazione di tre nuove fermate a servizio dei viaggiatori (Campobasso Duca D’Aosta, Campobasso San Michele e San Polo Matese) mentre gli scali ferroviari di Matrice, Boiano, Vinchiaturo, Baranello e Guardiaregia saranno interessati da interventi di riqualificazione per migliorare l’accessibilità in stazione e favorire l’integrazione modale ferro/gomma.
Sono inoltre previsti degli interventi di modifica negli impianti di Roccaravindola, Sant’Agapito-Longano, Isernia, Carpinone, Cantalupo del Sannio-Macchiagodena, Bosco Redole, e Campobasso finalizzati alla velocizzazione degli itinerari di ingresso in stazione e dunque l’attuale velocità d’esercizio.
Il termine dei lavori e la partenza del servizio erano stati previsti entro il 31 dicembre 2022.
A tale data i lavori risultano ultimati, ma l’avvio del servizio dipende dalla stipula di un contratto tra la regione Molise e Trenitalia.
Un nulla di fatto quindi su tutta la linea. E nel Molise l’unico strumento di viaggio sul quale sali a casa tua e scendi a destinazione resta l’auto di proprietà.
Con i disagi che si vedono tutti i giorni con strade interrotte da frane e lavori. Questa estate la Bifernina sembra partire meglio in vista della stagione estiva.
Ma la strada serve tutto l’ anno non solo ai turisti che si recano al mare a Termoli.
Insomma una situazione fa terzo mondo questa dei trasporti.
Non ci resta che comprare un asino per viaggiare. E la colpa è di una politica indifferente anche a questi problemi perché male che vada loro hanno le auto blu con tanto di autisti per viaggiare comodi.


