Una Regione in rosso pronta ad acquistare l’ Ex Cattolica, obiettivo sistemare il Cardarelli

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L’obiettivo potrebbe essere quello di creare un unico polo sanitario Cardarelli- ex Cattolica a discapito del pubblico ma che va non solo a finanziare il privato ma il privato stesso potrebbe essere il motore d’ azione della sanità pubblica.

Si tratta di un progetto di unificazione nella stessa sede di cui si parla da tempo. Era stato oggetto di discussione già nel consiglio regionale del 7 novembre del 2023 grazie al consigliere regionale Massimo Romano.

Ora la novità che emerge, in una esclusiva di Primo Piano è che la Regione, con la firma del presidente Roberti, dovrebbe addirittura “acquistare” l’immobile di proprietà dell’ ex Cattolica per trovare una sede all’Ospedale Cardarelli.

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Un accordo che non è stato ancora firmato, infatti resta tutto nel campo delle ipotesi.

Ma se l’ipotesi venisse confermata si tratterebbe non soltanto di due strutture, una pubblica e l’ altra privata ( quella parte ora a disposizione del Responsible capital) che sarebbero a due passi l’una dall’ altra. Con eventuali medici da sfruttare su entrambe le strutture all’occorrenza.

Ma si tratta di un affare per l’ Ex Cattolica, proprietaria delle mura della struttura, che potrebbe valere milioni e milioni di euro.

Che andrebbero direttamente nelle casse della Chiesa contrariamente a quanto enunciato nei principi della Costituzione del Polo sanitario Cattolica, che sarebbe dovuta diventare una Ircss come il Neuromed che ha sede a Pozzilli.

Ma il fatto più grave che si intravede è questo: ma la Regione che acquisisce l’immobile non è la stessa Regione che ha i conti in rosso? La stessa a cui è stato bocciato il rendiconto 2022? Nel pezzo di primo piano si parla di prezzo “nazionalpopolare”.

Qualsiasi prezzo potrebbe essere però troppo oneroso per una regione alla frutta in materia di bilancio.

Massimo Romano però ci da una soluzione alternativa. Ossia che la Regione potrebbe prevedere di revocare il finanziamento del progetto iniziale per inadempimento e rivendicare la struttura senza nessun costo.

” Già da un anno insieme agli avvocati Pino Ruta e Margherita Zezza -hanno sostenuto- abbiamo promosso ricorso al Tar Molise per acquisire gli atti di finanziamento a suo tempo erogati dallo Stato alla Cattolica per costruire l’ospedale ove attualmente opera Responsible: pur avendo vinto il ricorso, al momento la Regione continua a non darci le carte, tanto è vero che stiamo proponendo ottemperanza per fare eseguire la sentenza a noi favorevole. Il tema, in breve, è questo: il finanziamento era vincolato a realizzare a Tappino un Ircss (come Neuromed, per capirci) ma visto che oggi quell’obiettivo è saltato, il Ministero è/o la Regione dovrebbero revocarlo per inadempimento e acquisire la proprietà delle mura. Oggi invece la regione (riferisce Primo Piano) lo vorrebbe “acquistare”, mentre invece potrebbe rivendicarlo come proprio senza sborsare un solo euro”.