Trasporti, la vergogna Atm finisce sulle cronache nazionali

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La situazione dei trasporti pubblici grida vendetta in Molise. Come la sanità e anche più della sanità. Dopo l’intervento del videomaker Daniele Martinelli, anche l’avvocato Vincenzo Iacovino è tornato sul tema rivolgendosi direttamente al presidente Roberti.

VINCENZO IACOVINO: ROBERTI È TEMPO DI INTERVENIRE

“Ormai ci siamo abituati al silenzio – dichiara Iacovino- mentre scorrono milioni di euro dalle istituzioni, quindi da noi cittadini, ai privati che gestiscono il servizio pubblico da terzo mondo in concessioni da sempre violate. Autobus che neppure nel Congo potrebbero più circolare nonostante i soldi per il rinnovo del parco autobus. Dipendenti con stipendi da fame, pagati dopo mesi di ritardo in evidente violazione della concessione e della legge.Concessionari che anziché essere finanziariamente autosufficienti affermano pubblicamente che loro pagano gli stipendi solo se la regione paga. Troppo comodo! Ma non è così che funziona la concessione di un servizio pubblico. Questo a dimostrazione della violazione della concessione e della loro evidente monoconmittenza che non garantisce l’autonomia finanziaria. Per dirla diversamente gli stipendi vanno pagati a prescindere dalle rimesse regionali. Ma attenzione dietro questi ritardi ci sono stati persino avvocati vicino alle aziende che hanno fatto sì che per molti dipendenti, rigorosamente selezionati e di comodo, abbiano prodotto dei contenziosi con un sistema a dir poco discutibile.Insomma uno schiaffo al molise e a noi molisani da parte di soggetti che si sono arricchiti alle spalle dei cittadini creando imperi immobiliari. Salvo poi affermare, pubblicamente e senza vergogna che loro pagano gli stipendi solo quando la regione paga. E la politica cosa fa tace vergognosamente. Ovviamente ogni vigilia elettorale vediamo politicanti candidati senza scrupoli che sfilano, senza vergogna, tra gli autobus fatiscenti e i dipendenti con il cappello in mano, per chiedere loro il consenso. Puntualmente concesso. Ora che quei politicanti siedono in consiglio regionale che dovrebbero intervenire per risolvere i problemi che i dipendenti denunciano e le gravi violazione di legge e della concessione assistiamo al balletto vergognoso di soggetti senza scrupoli che prendono in giro perfino loro stessi. Ma la farsa del contratto di secondo livello che non viene firmato volutamente dalle società concessionarie, nonostante i milioni di euro elargiti e incassati, costituisce il massimo del disprezzo che queste persone possano esprimere nei confronti dei loro dipendenti, dei politicanti e dei cittadini. Chiedo al Presidente della regione di non farsi attirare nella palude in cui navigano suoi colleghi e di avviare la procedura di revoca delle concessioni; di avviare la procedura per la restituzione dei milioni elargiti, incassati e non ridistribuiti ai lavoratori. Ora mi chiedo? Ma ci sarà mai una procura della repubblica e della corte dei conti che avvii indagini serie su questa palude? L’unica strada e’ denunciare questa drammatica situazione e portare in tribunale i concessionari per esigere ogni diritto oggi mortificato”

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DANIELE MARTINELLI: IN MOLISE STIPENDI TARDIVI E MILIONI TRATTENUTI

La giunta del Molise ha tempo di deliberare una querela preventiva per lesa maestà sui numeri disastrosi del disavanzo certificati dalla Corte dei conti, ma si gira dall’altra parte se si tratta di occuparsi degli stipendi degli autisti del trasporto pubblico regionale. Mentre a loro, al presidente Roberti e alla sua giunta e a tutto il consiglio, il ricco stipendio da tra i 10 e i 20 mila euro arriva puntuale, a chi guida i bus lo stipendio arriva decurtato e sempre in pesante ritardo. Per dire, mentre parlo, siamo ai primi di febbraio, buona parte dei 160 dipendenti non hanno ancora percepito lo stipendio di dicembre e nemmeno la tredicesima. E qui il presidente Francesco Roberti e la sua giunta, visto che si vantano del fatto di loro parli bene il sole 24 ore in quanto organo di Confindustria, è del loro partito, dovrebbero spiegare come mai non hanno mai stracciato il contratto con le 4 aziende che fanno da tramite per pagare gli autisti. Non che i pagamenti in ritardo siano una novità. E’ da lustri che la Regione Molise fa orecchio da mercante al problema facendo leva sul silenzio di chi accetta un clima di omertà pur di lavorare onestamente. Prima di Roberti c’erano i Frattura e gli Iorio. Il problema è che la particolare allergia della giunta Roberti alle critiche, per me è stata uno stimolo a documentarmi un po’ di più sugli intrallazzi del Molise. Ebbene, scava scava e vengo a sapere che sono almeno 14 anni che il Molise destina 3, 7 milioni di euro all’anno alle 4 aziende del trasporto pubblico locale. Ma di quei soldi ne arrivano solo una parte ai dipendenti. Sapete perché? Perché si trattengono in cassa quasi 500 euro in media al mese di ogni dipendente, che occhio e croce sono qualche centinaia di migliaia di euro l’anno. Soldi dei dipendenti, che la Regione versa all’azienda dei trasporti e che le aziende dei trasporti, li girano in busta in ritardo, ma se li tengono pure e magari li usano. La quota è quella del contratto di secondo livello che prevede un minimale di rimborso al chilometro un po’ più alto rispetto a un contratto di primo livello. Infatti gli autisti in Molise percepiscono tra i 1.200 e i 1.500 euro al mese invece di 1.700 – 2 mila. Eppure nel contratto c’è una clausola specifica che impegna la Regione Molise a impugnare l’accordo se l’azienda paga con un ritardo di oltre 12 giorni. E allora come mai il presidente Roberti e la sua giunta non hanno mai preso nessun provvedimento? Essì che la finanza già 6 anni fa, sulla base di un esposto denuncia, quantificò un danno erariale da 23 milioni e mezzo. Soldi che dovevano arrivare ai dipendenti e che invece si sono trattenuti le aziende di imprenditori. Buoni tutti a fare gli imprenditori coi soldi pubblici. Una di queste ditte, per dire, la Atm che fa capo a Giuseppe Larivera, sono lustri che prende appalti dalla regione in barba agli accordi che prevedono rapporti temporanei. In Regione fanno finta di niente con un’azienda che anni fa ha già dilapidato 8 milioni di euro in capo alla regione per lo scandalo Termoli Jet, ossia un battello che doveva unire Termoli con la Croazia nonostante ci fosse già disponibile la Aliscafi Snav che aveva già le imbarcazioni disponibili con un bel risparmio di soldi. Ecco allora, caro Roberti in attesa che anche la corte dei conti faccia luce su quei 23 milioni e passa contestati dalla finanza nel 2018, invece di spendere altri soldi pubblici per una querela ridicola, almeno lei si faccia carico di tutelare quegli autisti che tra l’altro devono pure rispondere penalmente in caso di incidenti alle fermate che in Molise sono pressoché tutte fuorilegge in quanto senza segnaletica senza luci e spesso in punti pericolosi come aldilà di curve cieche. Ecco, insomma, ci faccia sapere. Ce ne va della sua reputazione e della sicurezza di tutti.