Terremoto in Turchia, centinaia le vittime. Allerta, poi rientrata, anche in Italia

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Magnitudo 7.9 alle 04:17 con epicentro Gaziantep. Le scosse sono state avvertite anche in Siria, Libano e Israele. Allarme tsunami nel Mediterraneo poi rientrato. Ai cittadini di Puglia, Calabria e Sicilia è stato consigliato di stare lontani dalle coste. Sospesa per qualche ora la circolazione dei treni, poi rientrata.

terremoto in turchia e siria decine di vittime
© Mahmut BOZARSLAN / AFPTV / AFP 
– Soccorritori scavano tra le maceria in Turchia

AGI – Un terremoto di magnitudo 7,9 ha colpito la Turchia centrale. Lo riferisce il Centro di ricerca tedesco per le geoscienze (GFZ). Il sisma è avvenuto a una profondità di 17,9 chilometri. Pochi minuti dopo, un altro movimento tellurico di 6,7 gradi è stato registrato a una profondità di 9,9 chilometri.

L’ultimo bilancio riferisce di almeno 284 morti e 2.232 feriti. Lo confermano le autorità turche. La stima provvisoria, fornita dal vicepresidente turco Fuat Oktay, contava anche 1.710 edifici crollati in dieci province del sud-est anatolico, con Gaziantep e Kahramanmaras le più colpite. In Siria i morti sono oltre 240.

La scossa è stata avvertita alle 04:17 (01:17 GMT) anche in Libano, Siria e Cipro, secondo i corrispondenti di AFP. Le autorità turche inizialmente non hanno riportato morti o feriti, ma i video pubblicati sui social media mostrano edifici distrutti in diverse città nel sud-est del Paese.

L’USGS ha riportato un altro terremoto di magnitudo 6,7 con un epicentro vicino al primo circa 15 minuti dopo con una profondità di 9,9 chilometri. La regione meridionale di Gaziantep è un importante centro industriale e manifatturiero della Turchia. La Turchia si trova in una delle zone sismiche più attive al mondo. Nell’agosto 1999, un terremoto di magnitudo 7,4 ha colpito il nord-ovest del paese, uccidendo 17.000 persone.

L’allarme è scattato in tutto il Mediterraneo per una eventuale onda di tsunami a partire da Sicilia e Calabria. Lo ha confermato il direttore operativo della Protezione Civile, Luigi D’angelo a Rai Radio 1. “L’allarme potrebbe essere revocato se non dovesse verificarsi. La situazione è in evoluzione – ha aggiunto – al momento la portata sembra ridimensionata in base alle prime rilevazioni al largo della Turchia. Dalle prime informazioni sembra piuttosto ridimensionata, però dobbiamo attendere le misurazioni. Siamo in fase di costante monitoraggio”. L’onda di tsunami sulle coste italiane non è ancora arrivata. Nel frattempo, ha ribadito D’Angelo, “il comportamento più corretto è allontanarsi dalle coste”.

Secondo una stima ancora sommaria almeno 53 persone sono morte secondo alcune fonti in Turchia quando un forte terremoto di magnitudo 7,8 ha colpito il sud-est del paese. I funzionari hanno detto che 23 persone sono morte nella provincia di Malatya, 17 a Urfa, sette a Osmaniye e sei a Diyarbakir, anche se il bilancio rischia di salire molto più in alto a causa dei gravi danni. Un’ottantina invece le vittime in Siria, nelle regioni di Azaz e al-Bab.