Superbonus, il dato Cgia Mestre: tiepida risposta del Molise

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Bocciato il Superbonus 110%. Lo certifica una indagine di Cgia Mestre secondo la quale emerge che anche il Molise ha risposto in maniera tiepida ai suoi incentivi.

Il dato viene fuori da una nuova elaborazione dei dati Enea e Istat, aggiornata al 31 agosto 2024.


“Le asseverazioni depositate – si legge nel documento- sono state 3.161, il 2,9 per cento rispetto al numero degli edifici residenziali esistenti 107.314 (Censimento 2011).
Percentuale che colloca la regione al 17/o posto della graduatoria nazionale. Circa 244 mila euro l’importo medio degli oneri a carico dello Stato per asseverazione, importo quasi in linea con la media nazionale (247.819 euro). Valori, spiega la Cgia, che comprendono tutti gli immobili, ovvero condomini, edifici unifamiliari e unità immobiliari funzionalmente indipendenti”.

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DATO NAZIONALE: L’ EFFETTO NEGAFICO DEL SUPERBONUS 110% SUI CONTI PUBBLICI SI È QUASI ESAURITO

“Grazie alle misure restrittive imposte per legge in questi ultimi due anni, l’effetto negativo del Super Ecobonus 110% sui nostri conti pubblici si è quasi esaurito. Tuttavia, dall’introduzione di questa agevolazione sino al 31 agosto scorso, gli oneri complessivi a carico dello Stato sfiorano i 123 miliardi di euro”. Lo afferma la Cgia di Mestre, ricordando che a oggi, gli immobili che dal luglio 2020 hanno beneficiato di questo provvedimento sono stati poco meno di 500mila. Pertanto, considerando che in Italia gli edifici residenziali sono circa 12,2 milioni, l’Ufficio studi della Confederazione degli artigiani stima che “il cosiddetto Superbonus abbia interessato solo il 4 per cento del totale degli immobili a uso abitativo presenti nel Paese”.

E osserva: “In un momento cosi’ delicato, dove con la prossima legge di bilancio verranno chiesti sacrifici a tutti, aver speso oltre 6 punti di Pil per efficientare uno sparuto numero di abitazioni, fa arrabbiare chiunque abbia un minimo di buon senso”. In linea generale – spiega la Cgia di Mestre in una nota – con il cosiddetto 110 per cento lo Stato ha speso una cifra spaventosa, migliorando l’efficienza energetica di una quota infinitesima di edifici presenti nel Paese. Ma, stando alle prime indiscrezioni, sembrerebbe aver favorito maggiormente i proprietari di immobili con una buona/elevata capacita’ di reddito, anziché rivolgersi in via prioritaria alle famiglie meno abbienti che, in linea di massima, presentano una probabilità maggiore di risiedere in abitazioni in cattivo stato di conservazione e con un livello di efficienza energetica molto basso.