Stellantis, Roberti faccia valere la filiera istituzionale

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È arrivato il tanto atteso 18 ottobre. La giornata in cui Cgil, Cisl e Uil protestano per il futuro della Stellantis in Italia.

Si chiedono garanzie per il futuro dei lavoratori ma soprattutto si vuole sapere da Tavares e Elkann quali sono i piani per gli stabilimenti italiani, tra chi quello di Termoli di Rivolta del Re.

I vertici di Stellantis avevano promesso la dismissione totale, entro il 2026, delle attuali produzioni. L’obiettivo era quello della costruzione di una Gigafactory per la produzione delle batterie elettriche.

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Tuttavia l’azienda non è riuscita a ottenere i fondi del Pnrr che sarebbero serviti per la sua realizzazione. Nel frattempo Tavares, in parlamento l’undici ottobre scorso, ha sostenuto: l’ elettrico si farà ma se ci sono domande di auto di questo genere.

Intanto emerge che proprio in Italia c’è un parco auto vetusto. In media si circola con vetture con immatricolazione risalente a 15 anni fa. Davanti a questa situazione oggi il Presidente Roberti ha una sola speranza di salvare il Molise: tornare a Termoli con rassicurazioni sullo stabilimento di Rivolta del Re.

Sia il Governatore che i rappresentanti del Comune di Termoli hanno annunciato la loro presenza alla manifestazione di Roma al fianco dei sindacati. Sarebbe auspicabile riuscire ad ottenere udienza dal Governo di filiera.

Un’operazione questa però molto demagogica che ci ricorda quella avvenuta il 21 gennaio 2021 quando l’ allora senatore Fabrizio Ortis del Movimento Cinque Stelle, si incatenò davanti al Ministero della Salute per manifestare all’ allora ministro Speranza le difficoltà molisane durante la pandemia di Covid-19.

Cambiano i colori politici ma non lo stile che resta lo stesso: ingraziarsi i molisani ritenendo che abbiano l’ anello al naso e non capiscano che la filiera istituzionale non funzionò allora con la sanità. E potrebbe non funzionare nemmeno oggi per l’automotive.

Ci aspettiamo che il centrodestra tutto, dai parlamentari molisani fino alle piccole amministrazioni, passando dalla Regione, faccia valere oggi la filiera istituzionale e salvi il progetto della Gigafactory. Serve questo, non una presenza populista a una manifestazione.

Protestare contro se stessi non paga. Lo hanno capito i 5 stelle di allora all’ appuntamento elettorale delle politiche 2022. Lo capiranno prima o poi anche i nostri rappresentanti istituzionali.