Stellantis, oggi nuova riunione al Mimit. Cisl: chiarezza sulla Gigafactory

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Altra giornata cruciale quella di oggi per Stellantis. A Roma è previsto un altro tavolo automotive. È stato convocato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Parteciperanno il governo, la direzione aziendale di Stellantis, i sindacati di categoria e tutti i rappresentanti delle Regioni che hanno sul proprio territorio uno stabilimento. Quindi anche il Molise che gioca un ruolo importante perché è proprio Termoli la sede dove era stata pensata la Gigafactory, lo stabilimento di batterie elettriche il cui progetto sembra essere appeso a un filo.

Oltre a questo tema verrà preso in esame tutto il futuro aziendale.

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Sul tema dure sono le dichiarazioni della Fim Cisl.

” Come FIM-CISL- dichiarano in una nota- ribadiremo con determinazione che per superare l’impasse su cui verte attualmente il settore automobilistico italiano, è indispensabile alzare il livello del confronto portandolo alla Presidenza del Consiglio, con il coinvolgimento diretto dei vertici di Stellantis. Questo passo è fondamentale per costruire una risposta concreta alle difficoltà che affliggono il settore e per garantire un futuro solido e sostenibile ai lavoratori del comparto.Se non riceveremo risposte chiare e rapide nei prossimi giorni, insieme alle altre organizzazioni sindacali, FIM e Uilm, siamo pronti a una mobilitazione immediata: ci autoconvocheremo come sindacati, accompagnati dai lavoratori, nelle vicinanze di Palazzo Chigi. La situazione è ormai estremamente critica, specialmente dopo il drastico taglio dell’80% del fondo destinato al settore automotive nella legge di stabilità, una riduzione di ben 4,5 miliardi di euro. Queste risorse devono essere ripristinate e potenziate, poiché risultano fondamentali per accompagnare la delicata transizione che l’industria automobilistica sta affrontando.Inoltre, riteniamo prioritario intervenire sul fronte del caro energia, e auspichiamo l’introduzione di nuovi strumenti di ammortizzatori sociali per l’anno 2025, così da evitare licenziamenti che potrebbero colpire oltre 25.000 lavoratori negli stabilimenti Stellantis e nell’indotto.È altresì necessario che l’Italia solleciti un impegno deciso da parte dell’Unione Europea, istituendo un fondo specifico per il settore automotive, una sorta di “Next Generation EU” dedicato al settore automobilistico, per sostenere la transizione del comparto.Stellantis, dal canto suo, è chiamata a rafforzare il piano industriale previsto per gli stabilimenti italiani, in quanto l’attuale programma non è sufficiente a contrastare la caduta produttiva, con volumi in calo di oltre il 30% rispetto all’anno scorso. Servono investimenti aggiuntivi, tra cui l’assegnazione della piattaforma small anche per l’Italia, nuovi modelli capaci di incrementare la produzione, la conferma dell’investimento nella Gigafactory di Termoli e un impegno concreto verso tutta la rete dei fornitori di componentistica.In un momento di così forte criticità, non è più rinviabile un confronto di alto livello che assuma decisioni straordinarie per tutelare l’occupazione e i nostri stabilimenti italiani, è questa la richiesta che è emersa dalla manifestazione dei lavoratori del settore che si è svolta il 18 ottobre a Roma”.