Sanità molisana, le ultime decisioni Asrem scatenano la guerra tra poveri

Dove eravamo rimasti? Il punto della settimana riguarda quest’oggi la sanità .
Le ultime decisioni dell’ Asrem gridano vendetta. Perché ancora una volta premiano i grandi centri ( guarda caso Termoli ndr) mentre mettono in ginocchio le aree interne.
Quelle per cui arrivare nei luoghi dove esistono gli ospedali che curano i pazienti, diventa davvero difficile.
Lo ripetiamo per chi non dovesse ricordare: da martedì primo aprile la postazione 118 di Sant’ Elia a Pianisi non avrà più il medico mai, né di giorno né di notte.
Ad Agnone la situazione è un poco meno grave ma lo stesso bisogna preoccuparsi. Il servizio con il medico viene sospeso solo la notte.
Brutte gatte da pelare per i sindaci Biagio Faiella e Daniele Saia. Da Sant’Elia a Pianisi per arrivare agli ospedali più vicini ( Campobasso) ci vogliono circa 32 minuti. Ad Agnone potrebbe andare meglio se funzionasse il pronto soccorso. Siccome bisogna raggiungere Isernia la situazione, soprattutto di notte è la stessa.




Mezz’ora potrebbe essere fatale per una persona che ha bisogno della rete di emergenza urgenza che, in assenza di medico al 118, diventa ancora più inaccessibile.
E intanto che succede a Termoli? Al distretto sanitario vengono inaugurati nuovi ambulatori.
Saranno dedicati a cardiologia, urologia, endocrinologia,neurologia, settore encefalogrammi e allergologia.
Si presuppone che per attivare tredici ambulatori ci sarà bisogno di personale medico. E allora la nostra domanda è questa: ma davvero tutti i medici disponibili sono necessari su Termoli?
E come mai proprio a Termoli erano presenti tutti i politici del centrodestra tra cui anche il presidente della Regione Francesco Roberti? Non sarà che l’ Asrem possa voler dare più attenzione ai comuni preferiti dalla politica del centrodestra?
Penalizzando per questo aree interne non governate direttamente dalla coalizione di Roberti, soprattutto in Altomolise. Dove si registra l’intervento del sindaco di Capracotta, Candido Paglione, che sottolinea così di non riuscire a garantire nemmeno i servizi minimi alla sua comunità.
Insomma esiste una sanità di serie A e una di serie B. A questo punto sembrerebbe proprio di sì.
Però purtroppo si tratta di una guerra tra poveri di cui il Molise non crediamo abbia bisogno.


