San Marino propone un modello di cittadinanza inclusivo: chi la richiede non deve più rinunciare ad essere italiano

Dal 2025 lavorare a San Marino e richiedere la cittadinanza nella Repubblica compresa territorialmente tra Romagna e Marche sarà più facile.
Infatti il Governo del Titano ha studiato una legge più inclusiva che permetterà ai richiedenti di avere la cittadinanza della Repubblica e mantenere anche quella italiana oppure di qualsiasi altro Stato Europeo.
SAN MARINO: TERRITORIO E ABITANTI
Come è strutturata la Repubblica? Con un’estensione territoriale di 61,19 km² e 33 909 residenti, è uno dei meno popolosi fra gli stati membri del Consiglio d’Europa e delle Nazioni Unite. La capitale è Città di San Marino, la lingua ufficiale è l’italiano ed è parlato anche il dialetto sammarinese. Gli abitanti sono chiamati sammarinesi. Il castello più popoloso è Serravalle (11 035) abitanti.
San Marino è il terzo stato più piccolo d’Europa, senza sbocco al mare. Si trova all’interno dell’Italia, tra la provincia di Rimini a ovest, a nord e a est e la provincia di Pesaro e Urbino a sud. Il territorio ha la forma di un quadrilatero irregolare con rilievo prevalentemente collinare, ad eccezione del monte Titano (noto anche come Monte Brugola), alto 739 m s.l.m. e costituito da una massiccia placca di calcari arenari risalenti al Miocene.La Repubblica di San Marino comprende l’alta valle dell’Ausa, la parte sinistra dell’alta valle del Marano e quasi tutta la valle del rio San Marino, tributario del Marecchia.
DIVENTARE CITTADINI É PIÙ FACILE
Chi sceglie di diventare sammarinese per naturalizzazione non sarà più obbligato a rinunciare alla cittadinanza d’origine.
Come riporta il Corriere di Romagna il semaforo verde del Congresso di Stato è arrivato a ridosso delle festività natalizie e per molti il cambio di passo ha avuto il valore di un dono sotto l’albero.
Una svolta epocale, quella in corso, che la segreteria agli Interni ha definito il passaggio «verso un modello più inclusivo e moderno, in linea con gli standard internazionali e con la tutela della pluralità identitaria ». Tra le modifiche apportate, spicca l’eliminazione di un requisito controverso: la rinuncia alla propria cittadinanza d’origine per divenire sammarinese per naturalizzazione.
Ma da dove prende avvio il testo di legge? Tutto è iniziato con l’approvazione, da parte del Consiglio, dell’istanza d’Arengo numero 3, presentata l’8 marzo 2023 e poi accolta l’8 marzo 2024 con 30 voti favorevoli, 4 contrari e 8 astensioni. Un testo dove si chiedeva l’eliminazione della rinuncia alla cittadinanza di origine di cui si parla all’articolo 1 del pdl.
I DETTAGLI
L’ articolo successivo cambia invece le disposizioni sulla dimora effettiva, introducendo criteri più flessibili e riducendo i periodi richiesti per alcune categorie, come coniugi e adottati di cittadini sammarinesi. Di seguito gli articoli 3 e 4 eliminano obblighi e vincoli considerati «eccessivi, tra cui l’obbligo di giuramento per alcune categorie di richiedenti e disposizioni restrittive in materia di naturalizzazione». Sulla conservazione della cittadinanza in caso di matrimonio con cittadini stranieri «salvo esplicita richiesta di rinuncia» si concentra invece l’articolo 5.
Il Congresso di Stato manifesta «soddisfazione per l’approvazione di questo progetto di legge, che riflette la volontà di garantire un sistema di cittadinanza più inclusivo e rispettoso delle realtà personali e familiari dei richiedenti». Una scelta che fornisce una risposta concreta alle esigenze «di allineamento con gli standard internazionali e un significativo avanzamento verso una Repubblica più moderna e accogliente». Ma ora quali saranno i passaggi successivi? Il progetto di legge sarà approderà al Consiglio grande e generale per poi seguire l’iter di approvazione definitiva.


