Romano risponde a FdI di Isernia sull’emendamento “Lancellotta”: “Ma l’avete almeno letto?”

Il Consigliere regionale Massimo Romano risponde alle dichiarazioni rilasciate dal gruppo consiliare di Fratelli d’Italia al Comune di Isernia riguardo all’emendamento cd. Lancellotta inserito nella Legge di Stabilità 2025. “Leggendo le dichiarazioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia, mi sembrano chiare almeno due cose. La prima: l’emendamento di cui parlano non l’hanno evidentemente neppure letto. La seconda: attribuendone il merito politico all’onorevole Lancellotta, al Presidente Roberti e all’Assessore Iorio, i consiglieri di Isernia stanno affermando che gli altri esponenti poktici – parlamentari e regionali – di centrodestra non hanno avuto alcun molo nella sua approvazione, e quindi hanno tentato di intestarsi il risultato senza averne alcun titolo”— questo il commento di Massimo Romano. “La condizione finanziaria e sanitaria del Molise è troppo seria per buttarla in scaramuccia politica. A me non interessa entrare in polemica, perché sto dentro il perimetro del mio ruolo istituzionale. Io ho proposto alla Regione, come Consigliere regionale, di disconoscere il disavanzo sanitario che è imputabile allo Stato e non alla Regione e quindi deve essere lo Stato a ripianarlo e non i molisani. Oggi il Governo Meloni ha previsto uno stanziamento straordinario di 90 milioni di euro per coprire una parte di quel disavanzo ma ne ha subordinato l’erogazione ad un piano di copertura che la Regione dovrebbe approvare entro il 31 gennaio. cioè domani. Ma di questo piano non c’è traccia, con il rischio che la Regione sia inadempiente e vanifichi la possibilità di usufruirne. Anzichè rispondere nel merito, Roberti e la Giunta regionale hanno preferito nascondersi, rifiutandosi di trattare Palgomento nello scorso consiglio regionale. Questi sono i fatti: pertanto, invito i consiglieri di Fratelli d’Italia a pretendere dai loro rappresentanti regionali di darsi una mossa perché il tempo stringe e non c’è traccia di alcun atto, con il rischio di perdere il finanziamento e pregiudicare anche quanto di buono è stato fatto a livello parlamentare” — conclude Massimo Romano.


