Papa Francesco, undici anni fa la visita in Molise

Papa Francesco, il Pontefice della Pace, fu molto vicino anche al Molise.
Campobasso, Castelpetroso e Isernia furono visitate da Papa Francesco il 5 luglio 2014.
Ci fu un clima caldo sia dal punto di vista meteorologico sia da quello dell’ affetto che i molisani gli dimostrarono. Arrivò a un anno dalla sua elezione, segno che aveva a cuore le aree interne della nostra nazione. La sua famiglia era originaria dell’astigiano.



A Campobasso arrivò in elicottero. Poi si incontrò con il mondo del lavoro e dell’industria nella sede dell’Unione. Successivamente un giro in una Papamobile scoperta, come dimostrano le testimonianze fotografiche che troviamo sul web, Successivamente la celebrazione eucaristica all’ ex Romagnoli di Campobasso. Pranzò con i poveri della Carità e poi un incontro coi trovano nel piazzale del Santuario di Castelpetroso.
A Isernia visitò i carcerati.
“Un appuntamento con la storia” queste le parole dei sindaci di allora ( Antonio Battista per Campobasso e Luigi Brasiello per Isernia).
Un ricordo lo scorso anno fu scritto dalla presidente della Stampa Cattolica in Molise Rita D’ Addona. Allora era il decennale, oggi nel giorno della morte del Papa assume un significato particolare. Un dono per il Molise. 5 luglio 2014. Il cielo è terso, di un azzurro quasi abbagliante nella luce del mattino. E’ ancora presto, ma il sole estivo si fa già sentire… L’attesa sta per finire, eppure i minuti che ancora mancano all’appuntamento sono i più lunghi. Gli occhi ogni tanto si rivolgono all’insù. Poi all’improvviso all’orizzonte si scorge la sagoma bianca dell’elicottero e subito dopo se ne avverte il rombo. Papa Francesco sta arrivando a Campobasso per iniziare il suo quinto viaggio in Italia… E quando il velivolo atterra all’eliporto attrezzato in un parcheggio dell’Università del Molise – sono le 8.30 – è persino in anticipo di un quarto d’ora sul programma ufficiale. L’attesa dei presenti si scioglie in un’esplosione di entusiasmo allorché il vescovo di Roma scende la scaletta, un assaggio del calore e dell’affetto dei molisani che lo attornieranno durante il resto dell’indimenticabile giornata. È iniziata così la visita di Papa Francesco in Molise “Un dono per il Molise”. ‘’ La nostra è una terra che da sempre è l’immagine della riconciliazione: è una terra di contadini, che può vantare le minori percentuali di delinquenza e di inquinamento d’Italia. Vogliamo mostrare al Santo Padre la bellezza della nostra terra e della nostra cultura, il nostro desiderio di diventare ‘custodia’ dei doni che Dio ci ha dato, in modo che diventino volano di sviluppo per il mondo del lavoro e di dinamismo per la vita dei giovani”. Parole di fiducia e di speranza, quelle del vescovo Metropolita Giancarlo Bregantini di Campobasso -Boiano… Sono passati dieci anni da quella giornata storica vissuta tra le fatiche e la comunione della comunità ecclesiale e cittadina del popolo molisano. Un dono per il Molise recitava il motto di quella visita dal tema Dio non si stanca mai di perdonare. Declinata in sette tappe con sette discorsi di papa Francesco che, dal tema della Misericordia e del Perdono, preconizzava a Isernia, a conclusione della visita pastorale in Molise, l’enciclica Fratelli tutti con quella “profezia di un mondo nuovo: Misericordia è profezia di un mondo nuovo, in cui i beni della terra e del lavoro siano equamente distribuiti e nessuno sia privo del necessario, perché la solidarietà e la condivisione sono la conseguenza concreta della fraternità”. Parole profetiche che il Papa ha sottolineato già durante l’omelia pronunciata nella gremita spianata dell’ex campo Romagnoli per affermare che nulla è più importante della dignità umana. Un messaggio chiaro: egli ha parlato alle genti del Molise, ma il suo pensiero era rivolto oltre i confini di questa regione per raggiungere tutti quei luoghi nei quali alla dignità della persona umana si antepongono interessi diversi, anche se importanti. “C’è bisogno di un supplemento d’anima perché si possa guardare al futuro con speranza, soprattutto di fronte alle situazioni di precarietà materiale e spirituale, in particolare di fronte alla disoccupazione, definita una piaga che richiede ogni sforzo e tanto coraggio da parte di tutti”. Le parole di speranza pronunciate all’unisono dai quattro vescovi del Molise sono, tuttora, una sintesi della traccia ancora da svolgere per lo sviluppo umano e del territorio…Dopo i saluti per il commiato, l’elicottero bianco riparte alla volta del Vaticano. il Papa raccoglie l’ultimo abbraccio degli isernini. Poi, all’interno della caserma, il saluto ai pompieri, ai loro familiari e a un gruppo di giornalisti, uno dei quali freme di dargli una notizia, dando il via a un brevissimo botta e risposta: “Santità, sta vincendo l’Argentina”. “Quanto?”. “Uno a zero”. “Speriamo alla fine. La verità sempre alla fine”. Quindi il commiato delle autorità. E quando Papa Francesco sale sull’elicottero, con quasi un’ora di anticipo sul programma, sono le 18.35. In tutto la visita in Molise è durata dieci ore. Dieci ore intense, emozionanti, che hanno toccato il cuore di migliaia di persone. Un Dono per il Molise”.


