Ottanta anni fa il voto alle donne. La consulta femminile di Campobasso pronta a continuare la lotta dei diritti delle donne

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Doppio appuntamento dedicato alle donne al Comune di Campobasso. In occasione del primo febbraio, data in cui il Governo del Regno d’Italia concesse il voto alle donne di almeno 21 anni, la consigliera delegata alle pari opportunità Annamaria Trivisonno, insieme alla Sindaca Marialuisa Forte e all’Assessora alla Cultura Adele Fraracci, ha presentato la Consulta femminile del Comune di Campobasso presieduta da Chiara Cancellario e dalla vicepresidente Maria Calabrese.

Il tema predominante dell’incontro è stato questo: i tempi delle donne non coincidono con quelli della politica, perché ancora è loro carico esclusivo il ruolo di cura della famiglia. Per questo si chiede un welfare che possa permettere alle stesse donne di scegliere se impegnarsi o meno nella cosa pubblica.

Sono state prima la sindaca Forte e poi l’ assessora Fraracci a sottolineare questo annoso tema che potrebbe essere risolto soltanto a livello culturale, ossia educando la società a pensare che la cura della famiglia sia responsabilità della donna ma anche dell’uomo.

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Sul voto alle donne sono intervenute due relatrici d’ eccezione: la filosofa Simonetta Tassinari, che si è occupata di inquadrare il periodo storico in cui le donne hanno ottenuto il voto e la Consigliera regionale Alessandra Salvatore che da avvocata ha ricordato la storia di Lidia Poët, la prima avvocata d’Italia laureata in Piemonte ma che solo a 65 anni e dopo una lotta senza quartiere ha ottenuto l’iscrizione all’ordine degli avvocati aprendo la strada ad altre colleghe.

“É una data importante ma poco conosciuta- ha esordito Tassinari- non siamo noi italiane ad aver ottenuto per prime il suffragio universale. Prima della lotta italiana c’ è quella di fine 800 delle suffragiste inglesi che vennero portate in prigione per questo diritto. Dopo di loro un manifesto di quattro donne americane stanche di essere considerate brave consigliere o delegate per la cura dei figli ma non in grado di votare”.

In Italia, come ha ricordato Tassinari, c’ erano socialisti, comunisti e cattolici, che non erano d’ accordo con il voto alle donne. Uno di questi era Giovanni Giolitti. Paradossalmente Mussolini aveva aperto alle donne prima di chiudere del tutto al diritto di voto con l’ abolizione dei partiti politici. Le donne hanno ottenuto il diritto di voto solo dopo aver dimostrato, durante la resistenza, di essere anche disposte a morire per le libertà costituzionali


Alessandra Salvatore ha sostenuto che le donne spesso non si sentono coinvolte perché su di loro grava il peso familiare.

Poi ha raccontato la storia della prima avvocata piemontese Lidia Poët che ha dovuto esercitare per anni di nascosto perché la Cassazione le aveva negato di iscriversi all’ordine degli avvocati a causa della mancata indipendenza della donna da parte del marito e anche perché la donna non era capace di giudizio a causa del ciclo mestruale.

Subito dopo è stata presentata la consulta dove a prendere la parola è stata la preside Chiara Cancellario. A 37 anni è la donna più giovane delle 22 appartenenti, tra cui anche le consigliere comunali, le rappresentanze delle associazioni femminili e femministe e la delegata di Costruire Democrazia Rita Carroccia. A breve anche l’ adesione di una donna del Movimento Cinque Stelle.

“Le adesioni restano aperte – ha sostenuto Cancellario- vorrei che tutte le donne, non soltanto le professioniste benestanti che sono presenti oggi, potessero avere una rappresentanza nella consulta. Propongo che all’interno della bibliomediateca ci sia spazio per le donne permettendo a tutte di poter studiare testi femministi come quelli di Carla Lonzi. Come primo atto abbiamo bisogno di conoscere il territorio per poter fare uno studio della città nel genere come a Roma e Milano. La consulta femminile deve indirizzare tutte le politiche del Comune di Campobasso, dal sociale all’ ambiente per finire all’urbanistica. Quello che costruiamo oggi sarà a vantaggio delle donne di domani”.

Un intervento di saluto anche da parte della vicepresidente Maria Calabrese che ha rimarcato anche lei l’importanza di inserire nel discorso le giovani donne. Lo ha fatto ricordando la sua opera come avvocata del centro Liberaluna.

Termina gli interventi la Consigliera Pina Bozza che fa un ricordo struggente di Aida Trentalance, una delle persone che più si è impegnata per la costituzione della consulta nel 2017.