No a Piantedosi, i manifestanti: no ad uno Stato di polizia

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Non basta disertare bisogna informarsi su cosa prevede il Ddl 1660 sulla sicurezza.È stato quanto avvenuto questa mattina davanti all’Unimol proprio mentre il ministro degli Interni Piantedosi interveniva durante l’inaugurazione dell’ anno accademico.

Con la presenza anche degli assessori comunali di Campobasso Adele Fraracci, Giose Trivisonno e Bibiana Chierchia gli studenti del Comitato dal Basso hanno accolto una delegazione napoletana di Potere al Popolo, che tanti blocchi stradali ha fatto per la fabbrica Whirpool e alcuni studenti del collettivo partenopeo.

Mentre arrivava Piantedosi in Unimol tutti a cantare a squarciagola Bella Ciao. I manifestanti erano circa un centinaio, coscienti che il Ddl 1660 toglierà gli scioperanti dalle piazze.

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Il presidente di Antigone Vincenzo Boncristiano ha spiegato i punti salienti del Ddl; pesanti sanzioni per blocco stradale e ferroviario; proteste in carcere punibili con una pena detentiva di circa 20 anni; la propaganda delle lotte, meglio conosciuta come terrorismo della parola, punita fino a 6 anni; a chi occupa una casa abusiva fino a 7 anni di carcere; per la resistenza attiva 15 anni e per quella passiva 4 anni; facoltà per le forze dell’ordine di detenere una seconda arma personale oltre a quella di ordinanza; carcere immediato per mamme incinta o con figli di età inferiore a un anno e infine vietare l’uso del cellulare agli immigrati senza permesso di soggiorno che non potranno nemmeno acquistare una sim card.

Alla manifestazione era presente anche una delegazione di Legambiente e di lavoratori della Stellantis della Usb capeggiati da Stefania Fantauzzi. Insieme agli appartenenti alla casa del popolo che hanno organizzato la raccolta firme per chiedere alle istituzioni di non essere presenti all’ inaugurazione dell’ anno accademico.