Inchiesta Roberti, Di Pietro: non ho letto le carte, uno stillicidio sui giornali, mi piace sentire tutte le campane

“Non mi piace sentire una campana sola, voglio leggere le carte, dopo averlo fatto torno da lei e le dico cosa penso di questa vicenda”.
È questo in sintesi il Di Pietro pensiero in merito alla “questione Roberti” ossia l’inchiesta della Dda in cui lo si accusa di corruzione nell’ ambito della inchiesta sullo smaltimento dei rifiuti tra Puglia e Molise. Un pensiero molto garantista.
Il suo non è un atteggiamento “pilatesco” ci tiene a precisare ma quello di chi non ha letto tutti gli atti dell’inchiesta ma soprattutto non ha ancora avuto modo di ascoltare tutte e due le campane.
Di certo non lo ha fatto perché da quando è tornato in Molise le sue attività si sono ridotte rispetto al passato.
Non lavora più intensamente come in passato ma è certamente un avvocato che si concentra su pochi ma importanti obiettivi come quelli di risolvere, dal punto di vista giudiziario, la questione del debito sanitario.

L’AUTOSTRADA ERA NECESSARIA PER L’ITALIA
Di Pietro e Iorio nei primi anni di questo secolo quando lui era ministro per le infrastrutture avevano approvato il progetto dell’autostrada Termoli – San Vittore che attraverso il Molise avrebbe collegato il Tirreno con l’ Adriatico.
Ad oggi non verrà più realizzata perché furono riprogrammati i fondi destinati all’opera e furono dirottati altrove.
Ascoltiamo nell’intervista perché per lui è stato una occasione mancata per la politica molisana ma anche nazionale.


