Importante riconoscimento alla comunità Lgbtq+: Porpora Marcasciano candidata al Nobel per la Pace 2025

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Una designazione che riempie di orgoglio chi ha fondato questa testata. Porpora Marcasciano, la fondatrice del Movimento Italiano Transessuale, è tra i candidati al nobel per la Pace 2025.
La prima motivazione è di carattere globale e nazionale. Si tratta di un importante riconoscimento alla lotta per una società più giusta per chi lotta tutti i giorni contro la discriminazione.
La seconda è squisitamente locale: a memoria umana è la prima persona nata e cresciuta nella comunità di San Bartolomeo in Galdo ad arrivare a questi livelli importanti. Complimenti quindi a Porpora.
La notizia la abbiamo appresa direttamente dalla sua seguitissima pagina.
“La notizia ufficiale apparsa velocissima prima che io la rendessi pubblica: sono stata candidata al Premio Nobel per la Pace 2025- commenta Porpora- L’emozione è grande e ci stà tutta. Una candidatura non personale ma collettiva di tutta la comunità Trans e LGBTQ+. Di tutta la comunità umana resistente alla bruttura che avanza, alla guerra, allo scempio del pianeta, all’offesa dei diritti umani. Per ora è solo una candidatura e non l’assegnazione ma credo che già questa sia un grande riconoscimento. La proposta arrivata a Settembre 2024 dall’Università di Paris Citè ha seguito un percorso di costruzione e motivazione previsto dal regolamento, durato diversi mesi durante i quali non era prevista la divulgazione almeno fino a inizi Febbraio. Oggi condivido con tutte le persone a me vicine, alla mia comunità locale e internazionale come incoraggiamento necessario in risposta alle politiche oscurantiste che stanno dilagando nel mondo”.
Storica attivista trans è stata una figura importante del movimento italiano dai suoi esordi all’interno dei collettivi dagli anni Settanta ad oggi. È autrice di diversi saggi di storia del movimento Lgbt italiano e, tra le altre cose, è stata curatrice degli Elementi di critica trans (Manifestolibri 2010). Attraverso le sue battaglie da attivista e i suoi libri, affronta diversi temi, tra cui il diritto all’identificazione, il diritto all’istruzione e all’occupazione, i diritti sanitari della comunità LGBT+ (compresa la formazione dei medici), gli abusi sociali e da parte delle forze dell’ordine nei confronti delle persone transgender e le condizioni di detenzione nelle carceri.
È presidente del MIT, il più antico movimento transessuale in Italia, e dal 2021 membro eletto del consiglio comunale di Bologna.
Marcasciano ha scritto diversi libri, raccontando la storia del movimento LGBT italiano a partire dalla propria esperienza personale e di quella della sua rete sociale.
Nel 2008 scrive Favolose narranti. Storie di transessuali, che mostra attraverso testimonianze dirette di dieci donne trans la nascita del movimento trans italiano in relazione con il mondo lgb.
Otto anni dopo pubblica AntoloGaia. Sesso, genere e cultura degli anni ’70, un’autobiografia che copre il periodo che va dagli anni Settanta al 1983.
In questi anni si racconta la nascita del primo pride italiano, il racconto dei campeggi omosessuali, l’arrivo dell’AIDS e le battaglie che portarono alla legge 164 del 1982 sul cambio di sesso. Il 1983 viene scelto come data di fine perché coincide con la morte di Mario Mieli che lei stessa ha conosciuto direttamente, e con l’arrivo dell’Aids nei media italiani.
Nel 2018 scrive L’aurora delle trans cattive, sguardo corale del movimento trans italiano, raccontando tra le altre cose della sua esperienza a Napoli con i femminielli e l’esperienza in carcere a Roma.


