Il razzismo antico, un finto paradiso che nasconde un inferno devastante

Scritto da
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità

di Nicola Zagaria ( coordinatore regionale Alternativa Molise)

Per anni la sinistra ha raccolto consenso facendosi anti-destra. E niente altro. Per anni una parte della società, che si dice progressista a prescindere, è stata detentrice di valori intrinsechi dell’essere umano. Solidarietà, deboli, povertà, fragilità, disabilità, malattie, pari opportunità, femminismo, violenza, omofobia, tematiche gender e suoi derivati, pedofilia, bullismo, immigrazione e chi più ne ha più ne metta. Come sempre invece ci scontriamo con una realtà giuridicamente poco aggredibile, fatta di violenza e di tutti i più beceri comportamenti disumani. Poco perseguibile, poco evidente , subliminale ma che colpisce tanti individui, tanti di noi e la collettività silente. Ancora oggi mi sento dir: ” ma tu qui che ci sei venuto a fare? Perché non te ne torni da dove sei venuto? Perché sei tornato? Perché non te ne torni a Napoli? Questa è la nostra realtà. O ti sta bene o puoi andare via. Esulando dalle mie caratteristiche professionali, mentre andiamo in un mondo deforme e globalizzato solo sulla carta, secondo voi cosa c’è di più razzista, vessatorio e discriminante nel piccolo quotidiano e nelle nostre piccole realtà rispetto ai grandi temi di cui tanto si riempiono solo la bocca? Davvero non ci accorgiamo che questa è una società violenta culturalmente e praticamente? O facciamo finta di nulla. Sono anni che mi sento ripetere queste cose. Da professionista. Da residente in questa piccola regione che sembrava un paradiso e invece è un terribile inferno di demoni e cattiveria. La politica su questo specula non poco e si riempie la bocca di luoghi comuni.
La realtà è che abbiamo una disumanità disarmante. E il provincialismo e la deculturazione devastanti sono la morte di una società. Così del Molise.