Il binario degli orrori nascosto nella Milano degli anni Quaranta

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Di Eleonora Palmese

Negli anni Quaranta del secolo scorso la città di Milano poteva vantare una stazione all’avanguardia sviluppata su due piani. Si tratta di quella che oggi è conosciuta come Milano centrale, principale snodo ferroviario per numerose tratte italiane ed europee.Oltre alla stazione oggi visibile, l’architetto Ulisse Stacchini aveva ideato un secondo piano interrato destinato al trasporto del bestiame. Il regime nazista ebbe però altri piani per quest’area quando la confiscò negli anni della Grande Guerra: l’ormai tristemente noto binario 21 divenne l’ultima partenza per numerosi “nemici del regime” che venivano costretti ad abbandonare per sempre la loro vita.È così che oggi, ad ottant’anni di distanza, dopo aver costeggiato la stazione centrale del capoluogo lombardo si ha accesso al Memoriale della Shoah di Milano.

Qui, una volta oltrepassato il “muro dell’indifferenza”, la città ha voluto ricreare un luogo che potesse essere monito e ricordo degli orrori che il regime nazista aveva nascosto sotto gli occhi del popolo. Attraverso un percorso che porta ad una totale immersione in quei viaggi dalla città ai campi di concentramento, gli osservatori si ritrovano a rivivere con il pensiero quelli che per molti avevano rappresentato gli ultimi istanti di vita.Oggi, il Memoriale della Shoah continua la sua missione di sensibilizzazione e il suo tentativo di portare avanti il ricordo della tragedia dell’Olocausto insieme a numerosi altri punti d’interesse in tutta europa. Proprio a questo scopo nel giorno della Memoria, il 27 gennaio, la fondazione del memoriale ha istituito una giornata di ingressi gratuiti prenotabili online con visite guidate.

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