I vantaggi per la salute dei giovani che vivono nelle città si riducono in tutto il mondo

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Il contributo dello Studio Moli-sani del Neuromed a una grande ricerca mondiale
pubblicata sulla rivista Nature

Sembra che i vantaggi storici per la crescita e lo sviluppo dei bambini e degli adolescenti che vivono nelle città rispetto alle aree rurali si siano ridotti nella maggior parte dei Paesi nel corso di questo XXI secolo. Tuttavia, i vantaggi urbani sono aumentati per i ragazzi che vivono in alcune regioni dell’Africa e dell’Asia. Sono i dati che emergono da uno studio realizzato dalla NCD Risk Factor Collaboration, al quale contribuiscono anche i Progetti Moli-sani, Moli-family e Convergi dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli, fornendo dati preziosi per l’analisi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Nature, che vi dedica ben 35 pagine. Si tratta di un traguardo di notevole importanza, considerando l’elevatissima qualità degli articoli scientifici pubblicati abitualmente da Nature.

La crescita e lo sviluppo ottimali durante l’infanzia e l’adolescenza sono fondamentali per la salute e il benessere a lungo termine e sono influenzati dalla nutrizione e dall’ambiente in cui si vive: a casa, nella comunità e a scuola. Tuttavia, i dati che confrontano i risultati nelle comunità urbane e rurali per questo gruppo di età sono limitati. Di conseguenza, molte politiche e programmi volti a migliorare la crescita e lo sviluppo salutare nelle scuole spesso si concentrano su aspetti ristretti.

Il NCD Risk Factor Collaboration, un gruppo internazionale di 1.500 ricercatori e medici, ha raccolto dati su altezza e peso di 71 milioni di giovani di età compresa tra 5 e 19 anni, che vivevano in aree rurali e urbane in 200 Paesi, tra il 1990 e il 2020. Nel 1990 i bambini e gli adolescenti nelle città erano più alti rispetto ai loro coetanei rurali in tutti i Paesi, ad eccezione di alcuni. Tuttavia, entro il 2020, il vantaggio in altezza delle aree urbane si è ridotto nella maggior parte dei Paesi e, in molti Paesi occidentali ricchi – come Regno Unito, Stati Uniti e Francia – si è trasformato in un piccolo svantaggio urbano. L’eccezione riguarda i ragazzi nella maggior parte dei Paesi dell’Africa subsahariana e in alcuni Paesi del Pacifico, dell’Asia meridionale e del Medio Oriente. In questi Paesi, infatti, i ragazzi rurali non hanno guadagnato altezza o, addirittura, sono diventati più bassi.

Comprendere le traiettorie di crescita e sviluppo nei bambini e negli adolescenti potrebbe guidare gli sforzi per migliorare i risultati sanitari in queste fasce d’età, un aspetto particolarmente rilevante considerando l’aumento della povertà e dei costi del cibo, influenzati in parte dalla pandemia di COVID-19 e dalla guerra in Ucraina, concludono gli autori.

“L’analisi condotta dal gruppo NCD-RisC, con il contributo dello Studio Moli-sani e di altri nostri studi ancillari – commenta Licia Iacoviello, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed e Professore ordinario di Igiene e Salute pubblica all’Università dell’Insubria di Varese – evidenzia come i vantaggi tradizionali per la crescita e lo sviluppo dei giovani nelle città si siano ridotti nel corso degli anni. Si tratta di una nuova sfida sanitaria globale che bisogna affrontare. Di fronte all’aumento della povertà e dei costi del cibo, dobbiamo concentrarci sulla prevenzione come pilastro centrale della medicina del futuro, per proteggere e migliorare la salute dei giovani”.