Gigafactory Termoli: tutto finito?

Quella che sta per iniziare è la settimana cruciale per il futuro della Gigafactory di Termoli.Anche se le parole di Carlos Tavares sembrano aprire alla speranza ma così non è.
“Termoli è prioritario, pensiamo che l’Europa possa avere 4-5 gigafactory, ma se si potenzia il mercato dell’elettrico, tutto dipende da quello, se c’è domanda”.
Insomma nulla di certo. Parole, parole parole. Soltanto parole. Ecco perché non ci fidiamo delle dichiarazioni del numero uno di Stellantis. In primis il progetto termolese ha perso i fondi del Pnrr che dovevano servire per la realizzazione della fabbrica di batterie, che doveva andare a sostituire quelle dei cambi che attualmente su Termoli sono caratterizzate da più stop e casse integrazioni che da giornate lavorative.
Tavares ha detto che non lascerà l’Italia ma che in Spagna i costi di produzione sono più bassi. Questa dichiarazione ci ricorda che il Governo spagnolo ha investito 133mila euro per la realizzazione dell’impianto Gigafactory che dovrà essere realizzato nei pressi di Saragozza. Cinque impianti di batterie elettriche solo se la domanda di mercato sarà adeguata. Ma sono le officine Stellantis stesse che avevano chiesto una deroga in merito all’ adeguamento del mercato all’ elettrico previsto nel 2025 su cui Tavares continua a tirare dritto. Nella giornata di oggi il presidente della Regione Francesco Roberti e l’ assessore regionale alle attività produttive Andrea Di Lucente incontreranno i sindacati in merito proprio alla realizzazione della Gigafactory.Non si sa quale risultato si possa ottenere a livello regionale, se la filiera istituzionale del centrodestra ha totalmente fallito in Italia.
Ad oggi solo il Ministro Salvini si è espresso con parole dure nei confronti dell’ Ad di Stellantis dicendo: “Tavares si deve solo vergognare e chiedere scusa agli italiani”.
Per il resto assistiamo a un intervento scomposto del leader di Azione Carlo Calenda che dalle opposizioni tuona: “non dare niente a Tavares se non rassicura sul futuro dei lavoratori”.
Per Stellantis l’unico verbo possibile è il profitto. Ma sindacati e lavoratori sono preoccupati del futuro delle maestranze. Ed è su quello che si chiede l’impegno al presidente Roberti in vista del grande sciopero del settore auto previsto nella giornata di venerdì 18 ottobre.La situazione sembra essere a tinte fosche. E il baratro sembra essere sempre più vicino.


