Generazioni allo sbando e amore deluso: il nuovo singolo de ” La Stella Rossa del Kinotto”

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La Stella Rossa del Kinotto – Non c’è ragione (perché mi possa aspettare qualcosa da te)
Il nuovo singolo di La Stella Rossa del Kinotto. In radio dal 20 settembre

Negli anni la Stella Rossa del Kinotto si è trasformata in una band. Un marchio garanzia di canzoni sopra le righe (e fuori dagli schemi) che non trovate in giro da nessun’altra parte.

Non c’è ragione probabilmente non è una brutta canzone, ma certamente é una brutta figura. Avete
presente quando lei lo lascia, lui non lo accetta ed inizia ad offenderla? Non c’è ragione é esattamente quel
tipo di figura di merda. Solo con più classe.

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Per interpretare il pezzo abbiamo avuto occasione di parlarne con l’ autore che è anche il cantante della band: Giuseppe Bianchi.

Gli abbiamo chiesto di fornirci il testo del pezzo così da fare in modo che tutti potessero interpretarlo.

Ed è così che ne è nata una intervista irriverente ed irrituale.

IL TESTO INTEGRALE

Non provo nessun dolore
Anche se ho perso
E dopo questa illusione sono diverso
Non sono un cane in amore
Perciò ti ho perso
Degli anni migliori miei ho perso il senso

Eh
Chissà perchè
Chissà perchè
Capitano tutte a me
Le più malate
Le più desiderate

Sai non è sempre vero che la libertà o la vita vissuta siano scelte libere. A volte scegliamo casa, a volte scegliamo di andare via, ma noi … cosa stiamo scegliendo per le nostre vite?

E cresce nella passione
Dopo che ho perso
La stessa provocazione
Scritta in un verso
Di sesso e confusione
E tremo a letto con te

Non è questione
non c’è ragione
Perche mi possa aspettare qualcosa da te

Che la verità sia che non ci frega di niente e di nessuno, sarà anche vero. Eppure io credo che non vogliamo fare la fine di quei genitori intrappolati in matrimoni infelici. Forse è per questo che non crediamo all’amore. Forse è per questo che non ci abbiamo creduto.

Non è questione
non c’è ragione
Perche mi possa aspettare qualcosa da te.

LE CONSIDERAZIONI E L’INTERVISTA

Il passaggio centrale che mi colpisce è l’ assenza di scelte vere da parte del protagonista della canzone. Non c’è libertà ma nemmeno voglia di qualcosa di stabile perché si ha davanti l’ esempio negativo delle scelte obbligate dei genitori. Ed è così che si vive alla giornata, senza aspettative reali. Senza gioia. Manca poi l’autocritica del maschio che incolpa la donna di essere la più desiderata e addirittura la più “malata” termine assolutamente duro da usare nei confronti delle donne che si desiderano portare a letto e basta, ma senza impegno.

Questa a primo impatto la personale deduzione del testo. Ognuno è libero di fare la sua.

Da qui il confronto con l’autore.

C’è qualcosa di autobiografico nel testo?
No no assolutamente.

Nel testo emerge un uomo deluso dall’ amore e una visione di differenza tra i sessi. Come mai nel mondo attuale non si può essere felici in amore?
Oggi ci sono tante tentazioni. È difficile restare con un solo partner tutta la vita. Ma l’Italia è un paese molto maschilista cara direttrice
La monogamia é una sovrastruttura patriarcale?
Questo brano rispecchia la cultura del nostro e di altri paesi. Per me tentazioni Lo sono anche gli uomini per le donne per quanto mi riguarda.
Le giovani generazioni sono quindi persone che fanno fatica a trovare la quadra in amore?
Si è cosí. E c’è un’intera generazione allo sbando in tal senso. Ma non è l’unica ragione. Prima di noi i vecchi matrimoni si reggevano sulla sottomissione delle donne.

Il pezzo è già in Radio. Buona lettura e buon ascolto.