Emergenza 118, i sindaci: trovare una soluzione per fermare l’emorragia dei medici di emergenza urgenza

Si sarebbe dovuto discutere anche di piano sociale ma il tema è stato differito alla prossima riunione.
Stiamo parlando della conferenza dei sindaci conclusasi nella tarda serata di ieri nella sede del parlamentino di via Genova a Campobasso.
Nella giornata di ieri invece centrale è stato il tema delle ambulanze del 118 demedicalizzate. All’incontro erano presenti tutti i vertici della sanità, il presidente della conferenza dei sindaci e molte fasce tricolori. Per Campobasso su delega della sindaca Marialuisa Forte, c’era l’ assessore alle politiche sanitarie Angelo Marcheggiani.
Durante l’incontro è venuto fuori che inizialmente le postazioni del 118 erano 16 e tutte medicalizzate. Ad oggi il 50% di esse non hanno più il medico di emergenza urgenza.
Sono state preservate le postazioni di Campobasso, Isernia e Termoli mentre nei paesi grandi tipo Agnone e Venafro il medico è presente solo di giorno.
L’ultima postazione demedicalizzata resta quella di Sant’Elia a Pianisi, zona quella del Fortore Molisano, che ora dovrà rivolgersi direttamente a Campobasso per il primo soccorso. Tutto questo comporta una maggiore difficoltà ad intervenire in maniera tempestiva.
Accade anche che con questa situazione ci sono maggiori accessi al pronto soccorso del Cardarelli di Campobasso.
Il rapporto tra Asrem e 118 è di natura convenzionale. Si è pensato, per fermare la continua emorragia di medici, di passare dalla convenzione alla dipendenza con un concorso con colloquio di idoneità.
Una dipendenza che migliorerebbe anche il sistema contributistico per il medico in questione. Ma la cosa resta ancora lettera morta perché non attivata.
In Molise ci sono 28 medici su 96 per l’ emergenza urgenza e tutti con età media di 65 anni. Si deve fare di tutto affinché l’emorragia non continui o si arresti.
Un’ altra criticità da superare riguarda il Pos che non ha stabilito il percorso delle emergenze.
Il Cardarelli di Campobasso, che può affrontare gli interventi sui politraumi, tuttavia resta sfornito di neurochirurgia.
Tutto questo significa che se un paziente di Venafro subisce un incidente con politrauma deve prima essere trasportato a Campobasso per un primo accertamento delle condizioni. Se ha poi un problema da neurochirurgia deve essere ritrasportato a Neuromed di Pozzilli che però resta sprovvisto di pronto soccorso.
Una situazione che rischia di far perdere tempo necessario e fondamentale per salvare vite umane.
Daniele Saia si è impegnato per salvaguardare le aree interne con un intervento netto ed efficace. Senza servizi le aree interne tendono a spopolarsi e su questo assioma non c’è discussione.
Il 118 ora potrà essere salvaguardato con l’inclusione di medici di medicina generale per gestire i codici bianchi e verdi.


