Consiglio regionale, Di Sandro entra ed emette un giudizio politico: mai più una candidatura della società civile

Con la votazione di 17 consiglieri su 21 arriva la surroga di Quintino Pallante con Filoteo Di Sandro.
E non appena è entrato in aula Di Sandro attacca frontalmente Toma sostenendo che il presidente stesso ha perso una occasione per diventare il leader del centrodestra. Trasformando una maggioranza politica in una maggioranza del presidente. E da consigliere regionale ma ancor di più da coordinatore ha sostenuto che l’ esperienza Toma serve da monito a capire che la scelta del presidente della Regione va scelto tra i partiti e non nella società civile.
Prima dell’ingresso di Di Sandro c’ è stata una riunione capigruppo per fare in modo che venisse ottemperata la sentenza della Corte di Cassazione. Nella votazione Toma e i 5 stelle si sono astenuti portando all’ estremo la decisione di dichiararsi contrari all’ingresso.
A favore dell’ ingresso di Di Sandro in Consiglio anche Micaela Fanelli capogruppo del Pd
In aula spicca invece l’intervento critico di Andrea Di Lucente che ha sottolineato tutte le incongruenze di Fratelli d’Italia tra cui quella di essere presenti in ben 3 gruppi consiliari diversi.
” L’ Assessore Regionale Pallante – ha sottolineato- rappresenta solo se stesso”.
Ci ha pensato Michele Iorio in questa intervista a chiarire le posizioni di Fratelli d’Italia
In consiglio regionale Greco, dopo essersi astenuto, ha celebrato il de profundis del centrodestra sottolineando anche di essere pronto a votare una eventuale mozione di sfiducia.
Al termine degli interventi Toma accetta le critiche di Filoteo Di Sandro e sottolinea di aver sbagliato a rifarsi più ai partiti nazionali che locali. Il presidente non si vergogna di dire di venire dalla società civile e di aver combattuto i conflitti di interesse che si sono verificati negli anni della dodicesima legislatura. Terrà a mente i consigli del movimento cinque stelle e punterà a concludere una legislatura difficile che ha significato anche due anni di pandemia.
Nel 2018 c’ è stato anche un terremoto per cui il presidente è diventato commissario dopo due anni. Un incarico che durerà fino a fine anno, recuperando il tempo perduto. Toma ricorda che per tre anni in sanità non ha toccato palla con il commissariamento esterno.
In aula anche Vincenzo Niro ha spiegato il perché delle sue dimissioni e le sue intenzioni future


