Ci sei mai stato in Molise? Ecco lo spot che rappresenta una idea vecchia del ruolo della donna

E tu ci sei mai stato in Molise? Lo spot voluto dal Comune di Campobasso e presentato prima delle vacanze di Natale a Palazzo San Giorgio dovrebbe invitare i turisti a visitare il Molise.
Infatti la pubblicazione su youtube.com è proprio di questo sito: Visit Molise. Alla fine di questo contributo chiunque può vederlo per intero.
Come giornalista, come femminista e come commissaria di pari opportunità ma soprattutto dopo aver partecipato per anni al gruppo Facebook ” la pubblicità sessista offende tutti” non potevo non notare una nota stonata nella ricerca del bello molisano: si vede una donna, anche non troppo giovane, madre di una bambina delle elementari in cucina. Dopo aver lavato i piatti stava asciugando le stoviglie. Lo fa dopo aver preparato il pranzo. Arriva la bambina che le annuncia di dover fare una ricerca sul Molise. Quattro pagine di bellezze, ma soprattutto di tradizioni ( l’unica vera forza per una Regione alla deriva senza un vero piano innovativo per andare oltre).
Quale il ruolo della donna e della mamma? In cucina naturalmente. Con tutta una serie di stereotipi. In un primo momento lo spot mi ha disturbata. Avrei voluto vedere una donna che si prendeva cura di sé. E non la brava massaia che tutti sperano ancora di avere in casa soprattutto in Molise, dove esistono ancora sacche culturali abbastanza resistenti dove è la donna che si deve occupare da sola della casa. Anche se lavora. Anche se è quella più istruita e quella che guadagna di più in famiglia. La cucina tocca esclusivamente a lei e questo non si deve discutere.
Ma vedendo meglio questo spot ho capito bene perché è stata messa la donna che lava le forchette al posto di una mamma che leggeva un libro o si truccava.
Guardando bene il resto dello spot ho capito: Misteri, Processione del Venerdì Santo, Castello Monforte con Fonzo e Delicata, le Carresi, la Ndocciata, la stracciata, i coltelli di Frosolone. Che cosa hanno in comune tutte queste cose? Una sola: tradizione.
Che cosa rappresenta la donna che lava le forchette e che ascolta la bambina dopo aver fatto la ricerca? La risposta è semplice: la tradizione.
Il Molise è fascino antico e tradizione. Lo spot non rappresenta alcun pensiero innovativo, alcuna voglia di cambiamento. Lasciamo tutto come sta e stiamo zitti. Questo è il messaggio che arriva. Al diavolo le pari opportunità, la donna resti ai tempi di queste tradizioni. Resti l’ angelo del focolare al quale siamo abituati. Non sia mai che si provi a dare un’ altra prospettiva. E poi ci lamentiamo che i giovani vanno via.
Mentre in altre realtà siamo abituati ormai a un sistema familiare dove il carico della casa non è solo delle donne, in Molise stiamo indietro di 70 anni. Siamo nella terra in cui alle bambine di 4 anni si regalano ancora le cucine giocattolo. Nella terra dove la madre va rappresentata per forza in cucina a lavare i piatti e non davanti allo specchio a curare se stessa oppure su un divano a leggere un libro. Alle altre donne non da fastidio? A me sì e ho il dovere di dirlo.
Qualcuno sostiene che la figura maschile non c’è perché è in miniera oppure non esiste perché si parla di una madre single? Molto male perché lo stereotipo dell’uomo che va via e lascia i figli alla esclusiva cura della donna non è niente di innovativo. Ma uno stereotipo vecchio come il mondo. Molte erano le donne del passato che rimanevano incinte, venivano abbandonate e da sole dovevano tirare avanti? Questo auspichiamo per le donne del futuro? Direi proprio di no. Non lo spero io e non lo sperano tante donne.


