Castello Di Civitacampomarano, la denuncia di Primiani: interventi “da brividi” mi rivolgerò al ministro

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Interventi pedestri all’interno del castello di Civitacampomarano. Le immagini agghiaccianti e di poco rispetto di uno dei monumenti storici più importanti del Molise, sono state pubblicate sul profilo social del consigliere regionale del Movimento Cinque Stelle Angelo Primiani.

“È inaccettabile che al giorno d’oggi vengano ancora eseguiti lavori in questo modo su autentici patrimoni architettonici e culturali del nostro territorio.

Queste foto raffigurano interventi “da brividi” eseguiti di recente presso il castello di Civitacampomarano. Ad eseguirli la stessa ditta aggiudicataria dell’appalto per l’installazione dell’impianto di videosorveglianza previsto dal “Patto per la sicurezza”, in molti centri della regione ancora inutilizzato e ormai fatiscente.

Tanti cittadini in questi giorni mi hanno segnalato uno “scempio” lampante anche ad occhi non allenati. E la cosa rischia di danneggiare l’immagine di un luogo considerato fiore all’occhiello per la cultura e il turismo regionale.

Sarei davvero curioso di sapere cosa ne pensa il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. A lui e ad altri organi competenti invierò subito questa documentazione fotografica. Non è ammissibile che un bene di così alto valore venga deturpato con interventi a dir poco inadeguati. Mi auguro quindi che chi di dovere intervenga presto per sanare la situazione”.

Il castello fu costruito su una collina a 520 metri slm. La prima costruzione risale, forse, al XII secolo. In questa fase era dotato di una torre e un circuito murario di forma trapezoidale. Nel corso del XV secolo fu totalmente ricostruito, ampliando le mura e dotandolo di tre torrioni circolari e merlati con basamento a scarpa. Le due torri superstiti sono caratterizzate da merlature e archetti pensili poggianti su mensole di pietra.Questo coronamento continua anche sulla cortina muraria. Ogni torre era dotata di feritoie e collegata ai camminamenti di ronda con ambienti per il corpo di guardia e l’alloggiamento di armi. Arrivando da nord si notano diverse strutture di restauro conseguenti al crollo di due torri nel 1805. Il lato meridionale, lungo ben 36 metri, è caratterizzato da un alto basamento a scarpa di 25 metri. Il lato occidentale, lungo 22 metri, è racchiuso da due torri circolari; e sormontato da un loggiato di sei arcate a tutto sesto di gusto rinascimentale. L’ingresso principale avviene dal lato orientale, tramite uno scalone di 12 gradini e un portale in stile catalano-aragonese del XV secolo. Sopra la chiave di volta si conservano due stemmi: quello superiore è della famiglia Carafa della Spina ed è costituito da tre fasce attraversate da una spina posta in banda; quello inferiore è di Paolo di Sangro: uno scudo gotico a sette bande con elmo sul cimiero, unito a quello dei Monforte, rappresentato dalle due rosette poste accanto allo scudo.